L'analisi del Ftse Mib

Anche la seduta di ieri si è conclusa con il segno più a Piazza Affari che ha dato un seguito al rimbalzo di martedì, con il Ftse Mib fermatosi a 21.946 punti, in rialzo dello 0,91%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 22.204 e un minimo a 21.499 punti.

Quest'oggi l'indice ha provato a spingersi ancora in avanti, ma dopo una frazionale violazione di area 22.000 si è mosso a passo di gambero, scivolando in direzione dei 21.600 punti.

Nel breve sarà importante ora la tenuta del supporto intermedio a 21.65/21.600 punti, la rottura del quale aprirà le porte ad un test dei minimi di ieri in area 21.500.

Sarà questo l'ultimo baluardo da difendere per evitare un approfondimento ribassista che vedrà il Ftse Mib tornare sui minimi toccati ad inizio settimana in area 21.100, con eventuali estensioni ribassiste fin verso quota 21.000.

Al rialzo l'indice dovrà riconquistare in primis l'area dei 22.000 punti se vorrà dare un seguito ad un recupero che troverà subito un ostacolo in area 22.300/22.350.

Oltre questo livello ci sarà spazio per un test di area 22.500, superata la quale il Ftse Mib metterà nel mirino i 22.700 punti prima e in seguito la soglia psicologica dei 23.000 punti.

ENI in grave pericolo. A rischio ulteriori pesanti affondi

Al pari di quanto accade per il Ftse Mib, anche ENI oggi cade sotto il peso delle vendite, muovendosi sostanzialmente in linea con l'indice di riferimento.

Il titolo si presenta a 10,978 euro, con un calo dell'1,56%, di fatto negando il timido segnale inviato nelle ultime due sedute di una possibile attenuazione della pressione in vendita.