Dopo il periodo compreso tra la seconda metà di febbraio e l'inizio di giugno, caratterizzato da una elevata volatilità, il Ftse Mib Indice si è preso una prolungata pausa. Sono infatti almeno tre mesi che i prezzi oscillano lateralmente, con grande regolarità, attorno al baricentro dei 19900/20000 punti circa. 

Ftse Mib Indice: pausa di consolidamento o preludio al ribasso?

La pausa è fisiologica dopo la precedente mareggiata, ma ora gli operatori si chiedono sempre più frequentemente se essa rappresenti un semplice intermezzo del rimbalzo partito a marzo, propedeutico dunque alla realizzazione di un nuovo spunto rialzista verso i massimi di febbraio, o se invece, sia il preludio ad un nuovo affondo che vada a penalizzare l'indice. Una risposta più precisa potrà essere data soltanto quando i corsi avranno abbandonato il range di oscillazione compreso tra 19000 e 21000, fino ad allora le due possibilità resteranno in equilibrio.

L'andamento laterale dell'indice complica anche l'operatività sui titoli che lo compongono; sebbene infatti non manchino le opportunità e tra un pò vedremo quali sono, per molte azioni del paniere lo scenario è piuttosto confuso e forse è meglio attendere tempi migliori prima di prendere nuove posizioni.

Ftse Mib Indice: quali strategie adottare

Chi propende per il rialzo dovrà posizionarsi su titoli altamente correlati con l'indice ed in grado di amplificarne i movimenti (Beta maggiore di 1), diversamente invece si dovranno scegliere titoli capaci di apprezzarsi indipendentemente dall'andamento dell'indice di riferimento.

Ftse Mib Indice: i titoli sotto ai riflettori

Dall'analisi statistica di queste categorie emerge come nel primo caso i titoli su cui puntare maggiormente siano Buzzi Unicem, Banca Mediolanum e STMicroelectronics. Un pò più defilati invece Intesa Sanpaolo e FinecoBank. I titoli in questione presentano una correlazione superiore a 0,83 negli ultimi 3 mesi ed un Beta maggiore di 1 anche se nel caso di FinecoBank e Intesa Sanpaolo tale grandezza risulti praticamente uguale a 1,00 (rispettivamente 1,07 e 1,003).

Nell'ipotesi del ribasso invece, l'opzione vincente sarebbe sicuramente di tipo più conservativo ed in questo caso i titoli che andrebbero privilegiati sono quelli risultati più performanti nel recente passato, come ad esempio Amplifon, Nexi, Prysmian, Campari e Banca Generali. Si tratta di titoli che esprimono un valore positivo di alfa (capacità di apprezzarsi indipendentemente dall'andamento dell'indice di riferimento) nell'ultimo mese, che nei casi in questione è risultato superiore a 0,4, con una correlazione bassa, inferiore a 0,6, rispetto al Ftse Mib Indice.

Nel caso volessimo costruire un ipotetico portafoglio, in questo momento la componente difensiva non dovrebbe mancare ed i titoli in questione soddisferebbero tale requisito.