Non accenna in alcun modo a placarsi la furia ribassista che si sta abbattendo sulle Borse europee, anche oggi oggetto di un violento sell-off.

A fine giornata il Ftse100 e il Dax30 hanno lasciato sul parterre rispettivamente il 7,69% e il 7,94%, mentre il Cac40 ha accusato un ribasso dell'8,39%.

Ftse Mib: la peggior seduta dalla Brexit

La maglia nera è stata indossata da Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib affondare dell'11,17% a 18.475 punti, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 20.780 e un minimo a 18.346 punti.

L'indice delle blue chips ha vissuto la peggiore seduta dal 24 giugno 2016, quando aveva lasciato sul parterre il 12,46% dopo il referendum sulla Brexit.

Il Ftse Mib è in preda al panico e cade rovinosamente sotto il peso delle vendite, vedendo saltare i dettami classici dell'analisi tecnica.

Di fronte all'isteria degli investitori infatti viene meno qualsiasi considerazioni su supporti e resistenze che perdono di fatto di efficacia.

Piazza Affari, al pari degli altri mercati, si sta sgretolando per via dei timori crescenti legati agli impatti del coronavirus sull'economia italiana e più in generale globale.

Fino a quando non ci saranno segnali di schiarita su questo fronte sarà difficile ipotizzare recuperi degni di nota per i mercati, dei quali peraltro al momento non c'è alcuna traccia.

Ora si vende senza se e senza ma e non è detto che la tempesta sia finita, vista peraltro la pessima chiusura di Wall Street.

Nuovi affondi quindi potrebbero esser dietro l'angolo e il Ftse Mib potrebbe arrivare a mettere sotto pressione i minimi toccati tra fine 2018 e inizio 2019 in area 18.000/17.900.

Al di sotto di tale soglia il ribasso proseguirà verso i 17.500 punti prima e area 17.000 in seguito, senza escludere approfondimenti ribassisti fino a quota 16.500 nella peggiore delle ipotesi.

Con la tenuta dei 18.000/17.900 punti il Ftse Mib potrebbe provare a risalire la china e puntare in primis a 18.800/19.000 punti e in seguito ai 19.400/19.500 punti, per poi pensare ad un approdo in area 20.000.

Solo oltre questo livello l'indice potrà avviare dei recuperi più ampia verso i 20.500 punti prima e i 20.700/20.800 in seguito, ma al momento un simile scenario appare poco probabile.

I market movers in America e in Europa

Per domani sul fronte macro Usa si conoscerà l'indice settimanale Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene americane.

In Europa è atteso il dato finale del PIL del quarto trimestre che dovrebbe mostrare una variazione positiva dello 0,1%, in linea con la lettura preliminare ma in frenata rispetto allo 0,2% dei tre mesi precedenti.

In Francia si conoscerà la produzione industriale che a gennaio dovrebbe salire dell'1,6% dopo la flessione del 2,8% precedente.
Lo stesso dato in Italia è atteso in crescita del 2%, in netto recupero rispetto alla flessione del 2,7% di dicembre.

I titoli e i temi da seguire a Piazza Affari

A Piazza Affari presenteranno i risultati del 2019 Bper Banca, Salvatore Ferragamo e Terna.

Alla prova dei conti saranno chiamati anche Creval, Mediaset, Dea Capital, Fiera Milano e Caltagirone Editore.