Non più tardi di venerdì gli analisti di Equita SIM hanno evidenziato che le banche hanno in pancia circa 154 miliardi di euro di titoli di Stato, vale a dire il 137% del Common Equity Tier 1.

L'esposizione è stabile anno su anno, ma negli ultimi 12 mesi è aumentata dal 26% al 40% la percentuale classificata al costo che non impatta il Common Equity Tier 1.

In base ai calcoli degli analisti della SIM milanese, un allargamento di 100 punti base dello spread sui governativi italiani ha un impatto negativo di 25 basis points sul Common Equity Tier 1 del settore bancario, corrispondente ad un -4% sulla capitalizzazione di mercato.

Spread e BTP: le utility risentono delle oscillazioni sui tassi

Accanto al comparto bancario, un altro settore esposto ai movimenti dello spread e dei BTP è quello delle utility.
Queste ultime hanno storicamente un carattere difensivo, ma visto il loro indebitamento sono sensibili alle oscillazioni dei tassi di interesse, approfittando di una discesa degli stessi e soffrendo viceversa in caso di aumento.

Per quanto esposti ad una minore volatilità dei bancari, anche i titoli delle utility sono dunque da approcciare con una certa cautela nelle fasi di turbolenza sul fronte obbligazionario.

Piazza Affari: i titoli immuni ai rialzi dello Spread

Sempre a Piazza Affari ci sono poi alcuni titoli che sono condizionati molto poco o per nulla dall'andamento dello spread e dei BTP.

Come segnalato oggi da L'Economia, l'inserto settimanale del Corriere della Sera, in fasi come quella attuale, ci sono delle società resilienti, ossia che si difendono meglio di altre nelle fasi di volatilità e che cavalcano il toro quanto torna il sereno.