Gli analisti della SIM milanese ammettono di aver sottostimato l’ondata di liquidità che ha guidato i mercati azionari attraverso buy-back ed M&A, focalizzando la loro attenzione sui segnali di rallentamento del ciclo economico, ormai arrivato nella fase di maturazione.

In ogni caso Equita SIM indica tre motivi principali per i quali mantiene un approccio improntato alla cautela su Piazza Affari e in generale sull'azionario.

In primis i segnali di un punto di svolta dell’industria globale, che il mercato sta iniziando a scontare, sono deboli e contrastati, così come i messaggi sul fronte geopolitico.

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In secondo luogo il Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato la vulnerabilità del debito corporate nelle principali economie avanzate.

L'organismo di Washington ha applicato uno scenario di stress test simile all’ultima recessione globale, con circa 19 trilioni di dollari di debito corporate che sarebbero a rischio default, quasi il 40% del debito totale in 8 grandi economie.

Infine, gli analisti di Equita SIM non vedono segnali evidenti di un’accelerazione di politiche fiscali da parte dei Paesi dell’Eurozona, che potrebbero rappresentare un elemento positivo per i mercati.

Alla luce di ciò gli esperti nel portafoglio raccomandato restano fortemente sottopeso rispetto al benchmark, con un'esposizione pari all'84,5%, contro un peso neutro del 95%.