Dopo il poderoso rally di ieri, il più forte da maggio 2010, il Ftse Mib oggi ha provato ad allungare ulteriormente il passo, arrivando a registrare un rally di oltre il 4%, salvo poi ripiegare miseramente.

Ftse Mib inverte al ribasso dopo rally iniziale

La volatilità resta elevata, tanto che l'indice, dopo aver toccato un massimo poco sopra i 17.800 punti, ha avviato un movimento a passo di gambero che lo ha portato ad azzerare il vantaggio iniziale e passare in territorio negativo, con il Ftse Mib che si presenta ora poco sotto i 16.800, in calo dell'1,06%.

Piazza Affari, al pari degli altri mercati azionari, sta provando a ripartire e ad avviare un primo recupero dopo aver vissuto le prime due decadi di marzo all'insegna di una fortissima flessione, per via dello shock globale legato alla diffusione del coronavirus e della guerra dei prezzi del petrolio tra Arabia Saudita e Russia.

Gli analisti di Equita SIM, in un report diffuso in questi giorni hanno evidenziato che la volatilità aumentata significativamente, con l'indice VIX salito di quasi il 90%.

Ftse Mib: Equita resta cauta per tre moviti chiave

La SIM milanese, malgrado la rilevante correzione accusata nelle ultime settimane dai mercati azionari, crede che vada mantenuto un approccio prudente per diversi motivi.

In primis, il coronavirus ha creato un pericoloso shock globale, che influenzerà negativamente i comportamenti dei consumatori e delle aziende in futuro, e che rende a questo punto inevitabile un forte rallentamento economico sia in Europa che negli Stati Uniti.

In secondo luogo, le aziende hanno aumentato il livello di indebitamento per effetto dei bassi tassi d’interesse provocati dal QE, amplificando gli effetti negativi di un forte rallentamento economico su imprese e crescita globale.

Lo stock globale di obbligazioni corporate non-finanziarie ha raggiunto un massimo storico di 13,5 trilioni di dollari nel 2019, il doppio in termini reali rispetto a dicembre 2008 e in confronto ai precedenti cicli creditizi.

Inoltre, le obbligazioni in circolazione presentano una qualità creditizia complessiva inferiore, requisiti di rimborso più elevati e scadenze più lunghe. L’incremento dei rendimenti sui bond High Yield USA/EU segnala proprio questi rischi.

Infine, secondo Equita SIM i mercati azionari trattano su multipli in apparenza più convenienti, ma la revisione delle stime di utile è chiaramente in ritardo rispetto al rapido deterioramento del quadro macro e quindi i multipli effettivi sono decisamente meno attraenti.

Piazza Affari a sconto rispetto alla media storica

Per quanto riguarda specificatamente Piazza Affari, il rapporto prezzo-utili 2020 del Ftse Mib è di 8 volte, a sconto del 40% rispetto alla media storica.

La revisione delle stime di utile da inizio anno però è stata “solo” dell’8% sul 2020 per le blue chips e del 16% per le small cap, e le proiezioni per il 2020 scontano quindi ancora una crescita dell’utile del 3% per le prime e del -9% per le seconde.

Come base di confronto, Equita SIM ricorda che nel 2009 l’utile del Ftse Mib era sceso circa del 40% rispetto al 2008 e nel 2011 le svalutazioni avevano portato il monte utili dell’indice principale in rosso rispetto al 2010.

Ftse Mib: Equita riduce sottopeso. La strategia nella scelta dei titoli

Alla luce di queste considerazioni, gli analisti della SIM milanese hanno ridotto il sottopeso rispetto al benchmark, scendendo dal 75% all’85%, rispetto ad un peso neutro del 95%, ma cercando di ridurre il beta complessivo del portafoglio e di inserire titoli di qualità, più protetti sul downside e/o con driver specifici/business model vincenti.

La view della SIM milanese è che le utilities, telecom e healthcare siano i settori che possono difendersi meglio in uno scenario di forte rallentamento economico.

Per questo motivo in termini di asset allocation gli analisti vanno sovrappeso sul settore utilities, mentre manteniamo il sottopeso sul comparto bancario.

Ftse Mib: Terna ed Hera entrano nel portafoglio raccomandato

In termini di stock-picking le variazioni più rilevanti apportate al portafoglio raccomandato a Piazza Affari riguardano l'ingresso di Terna ed Hera che entrano nel portafoglio dopo l'upgrade a "buy", con conseguente riduzione del peso assegnato ad A2A.

Per Hera gli analisti segnalano che dopo lo storno del 30%, ora tratta a multipli interessanti e al bottom del range storico.

La società inoltre vanta un portafoglio difensivo in questo contesto, grazie al 56% di esposizione regolata.

Quanto a Terna gli esperti evidenziano che avrà un ruolo propulsivo nella transizione energetica, con visibilità sul lungo termine.

I targets del piano industriale 2020-2024 sono più aggressivi delle attese, con una politica del dividendo più generosa.

Ftse Mib: fuori Unicredit e BPM. Si punta ora su Intesa e Poste Italiane

Passando al settore finanziario, escono dal portafoglio raccomandato Unicredit e Banco BPM per lasciare spazio ad Intesa Sanpaolo che garantisce un'esposizione più difensiva al comparto.

Equita SIM punta ora anche su Poste Italiane che viene inserita in portafoglio dopo l'incremento del rating a "buy", visto che al pari di Intesa Sanpaolo garantisce un'esposizione molto difensiva al settore finanziario, con una visibilità sopra la media di utili e dividendi.  

Ftse Mib: Recordati promosso a "buy", aumenta peso di Leonardo

A fare il suo ingresso nel portafoglio è Recordati dopo la sua promozione a "buy", mentre tra gli industriali viene ridotto il peso di Buzzi Unicem ed Exor.

Di converso è aumentato quello di Leonardo, dal momento che gli analisti ritengono sconti gran parte del newsflow negativo e dell'incertezza legata alla quantificazione degli effetti del coronavirus.