Anche la seduta odierna prosegue in lieve rialzo per Generali che, dopo aver chiuso la sessione di ieri fermandosi appena sopra la parità, in controtendenza rispetto all’indice Ftse Mib, cerca di spingersi ancora in avanti. Mentre scriviamo il titolo passa di mano a 13,39 euro, con un progresso dello 0,53% e oltre 3,3 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, circa la metà della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 6,5 milioni di pezzi.
Generali è finito sotto i riflettori degli investitori dopo che l’Ivass, l’autorità di controllo, ha autorizzato il conferimento, mediante scorporo, di un ramo d’azienda della compagnia triestina a favore di Ina Assitalia.
Secondo quanto scrive Milano Finanza, questo è il primo passo dell’operazione che porterà alla riorganizzazione di tutte le partecipate italiane di Generali. Lo stesso quotidiano ha anticipato ieri che a breve la compagnia triestina potrebe finalizzare la cessione di Fata Assicurazioni a Cattolica Assicurazioni. Le ultime notizie indicano un prezzo di circa 200 milioni di euro, di gan lunga superiore al valore di carico. Gli analisti di Banca Akros ritengono che questo prezzo sia abbastanza impegnativo, visto che sarebbe pari a 0,5 volte i prezzi. Gli esperti però riconoscono che la visibilità di questo business è molto bassa, aggiungendo che qualsiasi cessione di asset sarebbe chiaramente favorevole per il prezzo delle azioni Generali. Su queste ultime Banca Akros conferma la raccomandazione “hold”, con un target price a 14 euro.
Non si sbilanciano neanche i colleghi di UBS che proprio quest’oggi hanno avviato la copertura sul titolo della compagnia triestina, con un ratng “neutral” e un fair valu a 13,1 euro. La banca elvetica si aspetta che BSI sia venduta da Generali al prezzo di 1,5 miliardi di euro nella seconda metà dell’anno in corso, segnalando che l’operazione aggiungerà 8 punti al solvency 1 della compagnia. Il solvency 1 di Generali è atteso per quest’anno al 148% e gli analisti di UBS segnalano che per centrare il target 2015 fissato al 160%, sarà necessaria sia la vendita di BSI che di altri asset.