Oggi il Parlamento tedesco si riunisce per votare sul pacchetto di aiuti alla Grecia, il terzo, del valore di 86 miliardi da elargire in più tranche.

Il problema politico in Germania

Un voto il cui esito appare scontato ma che invece è un test importante per saggiare lo stato di cose all’interno della politica tedesca, sempre più divisa non tanto per il pacchetto in sè, quanto per la partecipazione da parte del FMI all’operazione stessa. Infatti da Washington hanno fatto già sapere che la partecipazione del Fondo sarà decisa ad ottobre quando si avranno notizie più chiare circa la volontà di alleggerire il debito greco, volontà cui il Sì del FMI è subordinato.  

Il paradosso che rischia di venirsi a creare è quello di un voto su una serie di provvedimenti che ad ottobre potrebbero essere diversi per il possibile pericolo del defilarsi del Fondo. Anche per questo motivo il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha sottolineato come il margine di azione per un eventuale taglio sul debito greco sia in realtà nullo, molto più probabile, invece, un allungamento delle scadenze dal momento che gli accordi europei non prevedono nessun tipo di cancellazione: i prestiti erogati dalla Bce sono i primi a non poter essere tagliati proprio perchè una “grazia” sulla somma erogata equivarrebbe a un finanziamento diretto allo stato greco, cosa assolutamente proibita dai trattati. Lo stesso dicasi per i capitali stanziati dall’Unione e, per statuto, sono impossibili da cancellare anche quelli dati dal Fondo monetario.