Da diverse settimane i mercati azionari stanno facendo i conti con un carrellata di dati macro in progressivo peggioramento nelle diverse aree geografiche. Segnali di frenata arrivano dalla Cina, ma anche l'Europa non è immune da un rallentamento della congiuntura, al pari degli Stati Uniti, dove comunque l'economia nel complesso mantiene un buono stato di salute, come evidenziato ad esempio dagli ultimi report sul mercato del lavoro.

Gestori: pessimismo su economia al top dal 2008

Il deterioramento dello scenario macro però è tangibile e non stupisce quindi che siano arrivati segnali di crescente pessimismo dall'ultimo sondaggio realizzato da Bank of America-Merrill Lynch.
L'indagine è stata condotta tra il 4 e il 10 gennaio scorsi con il coinvolgimento di oltre 230 fund managers che gestiscono asset per circa 650 miliardi di dollari.

Il 60% dei partecipanti al sondaggio, rispetto al 53% di dicembre, ha fatto sapere di attendersi una frenata dell'economia globale e un peggioramento degli utili societari nei prossimi 12 mesi. Si tratta del dato più negativo da luglio 2008, due mesi prima del fallimento di Lehman Brothers che diede il via alla pesante crisi finanziaria che tutti ricordiamo.

Nessuna recessione nel 2019: crollano le aspettative di inflazione

C'è da dire però che solo il 14% dei gestori, contro il 9% del mese precedente, prevede una recessione quest'anno, visto che le attese sono più per una stagnazione secolare nei prossimi 2-3 trimestri, ossia una fase in cui la crescita economica vive una stasi di lungo termine, mantenendosi al di sotto del trend.

Da segnalare che unitamente ad crescente pessimismo sulle prospettive economiche, si è avuto un vero e proprio crollo per le aspettative di inflazione.