Wall Street ha chiuso in positivo (+0.2%) per la quinta seduta a fila (anche se Martedi in realtà l’S&P 500 è risultato invariato). Ciò detto, nella seconda parte della seduta i guadagni si sono più che dimezzati, e anzi l’indice ha messo brevemente piede in negativo, prima di recuperare nell’ultima mezz’ora. Il Vix, ovvero l’indice che misura la volatilità implicita prezzata dalle opzioni, ha mostrato un rialzo, una circostanza insolita quando il mercato è così tranquillo e chiude in positivo. Uno studio di Quatifiable Edges mostra che nelle rare occasioni in cui questo è accaduto, il mercato ha mostrato una lieve tendenza correttiva nei giorni successivi. Dal punto di vista grafico avrebbe anche un po’ di senso, con i 2 piccoli Doji (candele indicative di seduta con apertura molto vicina a chiusura) a segnalare indecisione.

Tra l’altro, il newsflow sul trade continua ad avere toni positivi: ieri sera Bloomberg ha riportato che gli USA chiedono alla Cina una scadenza (6 anni) per il riequilibrio della bilancia commerciale e l’apertura dei mercati, un potenziale segnale che un accordo sta venendo formalizzato. E stanotte la Casa Bianca ha comunicato che il Vice Premier cinese Liu He incontrerà Trump nello studio ovale stasera alle 22.30 italiane. Ma le ultime headlines non hanno sortito effetti significativi sui mercati, a dimostrazione che nel breve il mercato USA prezza sufficiente ottimismo su questo fronte.

I mercati locali cinesi, per contro, sembrano avere ancora un po’ di birra, visto che Shanghai è riuscita a costruire ancora sui guadagni dei giorni scorsi (la bellezza dell’8.4% in 5 sedute). Praticamente, da inizio anno, le A shares hanno recuperato quasi interamente le pesanti perdite del 2018 (manca un 1%). Il quadro tecnico indicherebbe un target minimo in area 3.400 punti (proiezione della gamba rialzista di febbraio, terminata nel consolidamento di marzo).