• Infine, apparentemente il regulator cinese ha ammonito i brokers di controllare l'attività dei clienti e ha messo in guardia contro un aumento eccessivo del margin debt. E' evidente l'intenzione di evitare la creazione di una bolla sul modello di quelle del 2006/07 o 2014/15.
  • In effetti, visto il ritmo di salita delle "A" shares nelle ultime settimane (+15% a Febbraio) sui media sono circolati parecchi commenti relativi all'aumento dell'indebitamento degli investitori retail, dall'inizio del rally. Sicuramente un aspetto da tenere d'occhio. Ma per il momento uno sguardo al grafico mostra che è relativamente presto per preoccuparsi di un ondata di "margin calls".

    L'impressione personale è che sia presto anche per chiamare la fine del movimento. Anche perchè le Autorità non sembrano mollare l'osso:

    • PBOC TO STRENGTHEN BILL MARKET RISK PREVENTION
    • PBOC TO INCREASE CREDIT AVAILABILITY FOR SMALL, MICRO FIRMS
    • PBOC TO ROLL OUT MEASURES TO BOOST CORPORATE BOND ISSUANCE

    In ogni caso, la correzione dell'azionario locale cinese (che non ha coinvolto le small caps peraltro), ha influenzato gli altri indici asiatici che hanno ceduto tutti, sia pure moderatamente (Sydney il peggiore con -0.9%, Seul il migliore con -0.26%).

    L'apertura europea ha mantenuto in generale questo tono, con gli indici in moderato ribasso. Qualche ulteriore pressione sul sentiment è venuta dalle indiscrezioni sui media secondo cui Trump starebbe minacciando l'EU d massacrarli di dazi se non si dimostrano collaborativi. Il settore auto ne ha risentito più degli altri.

    In realtà, oggi il calendario macro EU non ha offerto la solita litania di bad news: La GFK Consumer confidence tedesca di Marzo è rimasta stabile su livelli elevati (10.8) mentre quella francese è rimbalzata da 92 a 95 vs attese per 92.