A Wall Street si passa di record in record con salti che passano abbondantemente sopra i 2000 punti per l’S&P e che fanno parlare di bolla anche per il Nasdaq come per il Dow. Insomma un territorio inesplorato in preda a un’euforia che però potrebbe avere i giorni contati.

Le previsioni per i prossimi 12 mesi

A confermarlo gli analisti di Goldman Sachs secondo cui per un anno il mercato statunitense potrebbe prendersi una pausa per i prossimi 12 mesi. Una stasi che sarà preceduta da un ultimo guizzo, un possibile target intorno ai 2.150 punti ma che alla fine del 2015 non andrà oltre i 2.125 punti. Il motivo? Semplicemente la presa di coscienza che adesso le notizie macroeconomiche hanno assunto un nuovo significato e che la loro potenza dovrà essere sorretta da valori effettivi che, alla fine, non ci sono. O che arriveranno solo col tempo. Lo stesso che invece la Fed, secondo Goldman, non vorrà più perdere, arrivando ad alzare i tassi già a settembre.

Strategie miopi

Finora le grandi società a stelle e strisce hanno preferito adottare la strategia di un buyback sistematico (e forse anche un po’ selvaggio) per riuscire a sistemarsi sul lato finanziario, consapevoli che su quello economico avrebbero avuto bisogno di più tempo. Una scelta che, sebbene abbia limitato e di molto la possibile crescita delle società stesse, ha permesso però di aumentare anche i dividendi per la gioia degli azionisti i quali, a loro volta, proprio sulle cedole potranno basare gli unici guadagni prevedibili in questa futura fase di lateralità.

Dividendi alla riscossa

E saranno proprio loro, i dividendi, i protagonisti dei mercati futuri con cifre che per quanto riguarda le Corporate, arriveranno a toccare il trilione di dollari divisi tra dividendi (+7% e pari a circa 400 miliardi) e buyback (+18% ovvero 600 miliardi). Un trend che accomuna praticamente tutti i settori, assicurazioni esclude, e che è iniziato da diverso tempo se si considera che questo è il quinto trimestre consecutivo in cui gli aumenti delle cedole arrivano a toccare le due cifre confermando che Washington resta la patria del premio agli azionisti. Un premio che, forse, potrebbe essere una consolazione solo temporanea.