Secondo quanto riportano fonti citate dal Wall Street Journal, Goldman Sachs Group avrebbe battuto la concorrenza della britannica Barclays e sarebbe vicina a conquistare il business nelle carte di credito di General Motors (Gm) per circa 2,5 miliardi di dollari. L'istituto emittente delle carte di credito (BuyPower Card, Gm Card, Gm Flexible Earnings Card, Gm Extended Family Card e BuyPower Business Card) è Capital One Financial Corporation, mentre il colosso dell'auto di Detroit è responsabile per la gestione dei programmi di cashback. Goldman avrebbe già raggiunto l'accordo sul prezzo con la banca della Virginia e una volta limati gli ultimi dettagli la finalizzazione dell'operazione secondo il Wall Street Journal arrivare nelle prossime settimane.

Nel 2019 Goldman aveva debuttato con Apple Card

Non si tratta di un vero e proprio esordio nel retail per il gigante di Wall Street, visto che di poco più di un anno fa (agosto 2019 per la precisione) è il lancio della Apple Card, carta di credito con marchio della mela morsicata. In ogni caso Goldman si può considerare una neofita nel consumer banking, in cui ha ancora una presenza residuale. A differenza delle rivali JpMorgan Chase & Co e Citigroup. La dicotomia tra investment e retail banking è tutt'altro che una novita. Da molti è considerata la causa delle crisi finanziarie degli ultimi anni e, periodicamente, i grandi istituti che si trovano a soffrire su un fronte virano sull'altro. Si può citare a esempio la parabola di Deutsche Bank, trasformata dal Josef Ackermann (numero uno dell'istituto tedesco per un decennio) in un gigante globale dell'investment banking ma pronta a rivendicare le sue radici retail (e sul "territorio" tedesco) dopo la botta presa con la crisi dei mutui subprime.

I colossi guardano al retail quando l'investment soffre

Come nota Barron's, in gennaio, nel primo investor day della sua storia, Goldman aveva discusso i suoi piani per offrire più servizi bancari al consumo. E in aprile aveva annunciato un accordo con JetBlue Airways che avrebbe consentito ai clienti della compagnia aerea di effettuare pagamenti rateali per i loro viaggi sulla piattaforma MarcusPay della banca. Ed è prevedibile che la spinta sul mercato retail continui per Goldman, in una congiuntura in cui i suoi tradizionali business di trading e investment continuano a soffrire per la volatilità dei mercati azionari e con prospettive di tassi d'interesse in negativo o comunque intorno allo zero per anni a venire. (Raffaele Rovati)