Goldman Sachs patteggia con lo U.S. Department of Justice (DoJ, il ministero della Giustizia di Washington) sullo scandalo 1Mdb. Sborserà quasi 3 miliardi di dollari per mettere fine a una disputa che ha perseguitato per anni il big di Wall Street. Il patteggiamento riguarda il ruolo avuto da Goldman nella sottoscrizione di tre offerte di obbligazioni nel 2012 e nel 2013 che avevano raccolto 6,5 miliardi di dollari per il governo della Malaysia. Da parte sua Goldman Sachs Malaysia (divisione del gruppo Usa nel Paese del Sud-Est asiatico) ha dichiarato che si sarebbe dichiarata colpevole di avere violato il Foreign Corrupt Practices Act (Fcpa, legge federale Usa che vieta ai cittadini e alle entità statunitensi di corrompere funzionari governativi stranieri per i loro interessi).

Sottratti 4,5 miliardi all'economia della Malaysia tra 2009 e 2014

La vicenda risale al 2009, quando l'allora premier della Malaysia Najib Razak istituì 1Malaysia Development Berhad (1Mdb, appunto, società per lo sviluppo strategico, alle dirette dipendenze del ministero delle Finanze di Kuala Lumpur). Il DoJ stima che 4,5 miliardi di dollari siano stati sottratti indebitamente da 1Mdb da funzionari di alto livello e loro associati tra 2009 e 2014. Goldman, che per il suo coinvolgimento è finita sotto indagine in almeno 14 Paesi, per il DoJ avrebbe incassato circa 600 milioni di dollari per la sua collaborazione e ricchi bonus erano andati a Tim Leissner e Roger Ng, manager dell'istituto Usa contro cui il ministero di Washington aveva già presentato cause penali nel 2018.

Un finanziere locale aveva usato i fondi per yacht e film

Il denaro che avrebbe dovuto finanziare lo sviluppo dell'economia del Paese asiatico era invece finito in gran parte nelle tasche del finanziere locale Low Taek Jho, che si era dato allo shopping selvaggio: da uno yacht da 250 milioni di dollari, a proprietà immobiliari in tutto il mondo fino a una partecipazione nel film di Martin Scorsese The Wolf of Wall Street. Va ricordato, per altro, che Goldman in luglio aveva già patteggiato sulla stessa vicenda in Malaysia, accettando in quel caso di pagare 3,9 miliardi di dollari. Finalmente David Solomon, chief executive di Goldman, può lasciarsi alle spalle un macigno che gravava sulla sua gestione, per quanto lo avesse ereditato dal predecessore Lloyd Blankfein, da lui rimpiazzato nel luglio 2018.

(Raffaele Rovati)