Positiva la seduta a Wall Street, ma sul finale qualcuno ha pensato bene di prendere un po’ di profitto. E’ un segnale? O soltanto un comportamento fisiologico del mercato?

Sarà stata la chiusura del negoziato con l’Iran, oppure l’effetto trascinamento dell’accordo con la Grecia, o un dato macro decisamente negativo riguardante le vendite al dettaglio che ha fatto ritenere a molti che l’aumento dei tassi arriverà nell’anno del mai, insomma sarà stato uno di quei motivi, o, più probabilmente, l’insieme dei tre, fatto sta che Wall Street con questo quarto rialzo consecutivo è di nuovo in prossimità dei propri record storici recentemente stabiliti.

Ed ecco che l’indice Dow Jones torna sopra quota 18.000 punti che è da tempo un livello davvero importante, vedremo se anche stavolta risulterà una specie di “barriera”.

Per quanto riguarda le trimestrali era molto attesa quella di JP Morgan ed il colosso bancario non ha deluso, con un utile per azione salito nel secondo trimestre a 1,54 dollari, decisamente superiore alle attese (1,44 dollari). Un risultato raggiunto soprattutto con la diminuzione dei costi, visto che anche i ricavi sono diminuiti.

Inchiodato il cambio euro/dollaro a 1,10 come alla vigilia.

Dow Jones  (+0,42%) ennesimo record storico per Unitedhealth (+2,08%) seguito da JP Morgan (+1,40%), quindi Coca Cola (+1,25%)

In calo Johnson & Johnson (-0,49%), come IBM (-0,45%) ed Intel (-0,27%).

S&P500 (+0,45%) ancora Google class C (+2,66%) seguita da tre titoli del comparto biotech, Gilead Sciences (+2,45%), Amgen (+2,29%) e Biogen (+2,29%)