Almeno 30 miliardi di euro. Tanto servirà secondo i calcoli del Sole 24 Ore per la prossima manovra di bilancio di un eventuale governo M5S-Lega, che dovrà tenere conto degli onerosi impegni assunti dai leader dei due partiti in campagna elettorale e che entrambi adesso proveranno a inserire nel loro contratto di governo. Una manovra, suggerisce il quotidiano, che sarà il primo vero ostacolo dell'inedita coalizione giallo-verde. 

I numeri della manovra

Nel calcolo, vengono computate le somme per scongiurare gli aumenti dell'Iva (quasi 12,5 miliardi), quelle per mandare in pensione la legge Fornero (5-8 miliardi), l’avvio del reddito di cittadinanza sul modello del reddito di autonomia lombardo da 2 miliardi, l'adozione di una versione anche morbida della flat tax  e altre misure varie per imprese, scuola e lavoro a parte le coperture per le cosiddette spese indifferibili.

Dove prendere i soldi?

Si tratta di somme per la cui copertura non sarebbe sufficiente il piano di tagli alla spesa e di "potatura della giungla degli sconti fiscali" alla quale pensano la Lega e il M5S, e che dunque costringerebbero i due partiti ad agire sul deficit. 

Un punto di convergenza su questo tema sembra però essere ancora lontano: al netto delle due posizioni (più orientata ad avvicinarsi al 3% la Lega, più propensi a restare vicini ai vincoli Ue i pentastellati), un compromesso potrebbe essere trovato "con un deficit tra l’1,1% e l’1,4%, comunque inferiore all’1,6% registrato quest’anno", che lascerebbe comunque uno scarso margine di manovra contabile.