Hm Treasury (il ministero del Tesoro britannico) ha annunciato di avere incaricato Jonathan Hill, in passato European Commissioner for Financial Stability, Financial Services and Capital Markets Union, di rivedere le norme per i collocamenti al London Stock Exchange, in modo da renderli più attraenti per le società tecnologiche. Hill esaminerà le strutture free float e dual class, ha spiegato il cancelliere dello Scacchiere (ministro del Tesoro) Rishi Sunak, e la Gran Bretagna rivaluterà le sue regole per garantire che Londra possa competere con New York e con le piazze dell'Asia, visto che, a causa della Brexit, è destinata a perdere l'accesso illimitato alla Ue, il suo maggiore cliente. Hill dovrebbe formulare le sue raccomandazioni al governo e alla Financial Conduct Authority (Fca, regolatore britannico del settore finanziario) già con l'inizio del 2021.

Per i piccoli investitori retail è allarme Far West finanziario

La reazione degli investitori, secondo quanto riportato da Reuters, è un grido d'allarme per la minaccia di un Far West finanziario. Per la Uk Shareholders' Association (Uksa, associazione che rappresenta gli investitori retail) introdurre le azioni dual class in Gran Bretagna potrebbe aprire a rischi che i piccoli azionisti potrebbero non comprendere. La struttura dual class, comune a Wall Street ma sottoposta a limitazioni a Londra, permette che alcune azioni abbiano maggiori diritti di voto rispetto ad altre. Per la Uksa "un'azione, un voto" garantisce migliori standard di governo societario e protegge i soci di minoranza. "Mercati azionari più dinamici miglioreranno la posizione del Regno Unito come centro finanziario leader a livello mondiale e guideranno la crescita e l'innovazione in tutta l'economia", ha sottolineato Sunak. Secondo l'Investment Association (che invece rappresenta gli asset manager) si potrebbe comunque fare di più per incoraggiare le aziende di dimensioni più piccole a quotarsi.

Le quotate sulla piazza londinese scese del 21% in otto anni

La finanza britannica, d'altronde, come diversi altri settori sta facendo i conti su quale sarà il suo futuro dopo la Brexit. Le speranze di una crescita legata alla deregolamentezzazione si affiancano ai timori per la perdita di un mercato di riferimento dalle dimensioni significative come quello della Ue. Il rallentamento della piazza londinese, però, arriva da lontano. Il numero di società quotate al London Stock Exchange è infatti crollato del 21% in otto anni, secondo un recente report di Oxera, citato da Financial News. Londra ha perso 378 quotate tra 2010 e 2018 in quella che è stata la contrazione più decisa tra tutti i mercati europei. Il declino complessivo nella Ue è stato del 12% nello stesso periodo. "I vantaggi della quotazione di una società non sono così chiari per le imprese come una volta e, di conseguenza, molte aziende cercano invece di raccogliere fondi nei mercati privati", ha sottolineato Reinder Van Dijk di Oxera. La vendita di Borsa Italiana a Euronext, che ha anche una sua logica proprio per la Brexit, non fa altro che indebolire ulteriormente il peso di Londra sui mercati internazionali e quindi non stupisce che Sunak voglia correre ai ripari.

(Raffaele Rovati)