Dire colpo di scena nel caso della Grecia e della sua storia sempre più infinita sarebbe inutile: troppi i colpi di scena, troppo infinita la sua storia. 

Mai dire Grecia

Eppure, proprio quando tutto faceva credere che il caso sarebbe pian piano finito nelle retrovie delle cronache finanziarie, eccolo nuovamente tornare alla ribalta e proprio a causa di uno dei suoi tanti protagonisti: il Fondo Monetario Internazionale. Dopo aver specificato più volte che il debito di Atene non è sostenibile nemmeno con l’applicazione delle riforme concordate con l’accordo imposto dall’Europa il 12 luglio (e che sta procedendo a suon di approvazioni al Parlamento greco grazie ai voti dell’opposizione) adesso decide di non partecipare al piano di aiuti a meno che non venga prima ristrutturata la gigantesca mole di debiti e di interessi che pende sulla nazione. Senza il FMI infatti il programma di aiuti di 86 miliardi dell’ESM graverebbe completamente sulle spalle dell’Europa e dei suoi contribuenti.

Il FMI

Per risolvere il problema greco si deve prima decidere di tagliare in maniera significativa il debito perchè solo così Atene sarà in grado di riuscire a restituire i soldi presi in prestito. Tecnicamente allo stato attuale non è da escludere la sua partecipazione ai negoziati, quello che invece è incerto, oltre al suo nulla osta, è la tempistica. La conseguenza principale sarà per la Germania, dal momento che il parlamento tedesco non ha intenzione di approvare alcun aiuto alla Grecia senza l’appoggio dell’organizzazione di Washington la quale, a sua volta, tenta di preservare ciò che gli spetta visto che Atene è la sua principale debitrice. Una domanda però sorge: il FMI vuole giustamente che l’Europa tagli il debito alla Grecia, ma la stessa organizzazione capitanata da Christine Lagarde è assolutamente intransigente nel tagliare la sua parte. Tradotto: il debito dev’essere scontato… ma non la nostra parte…