Per i tedeschi “Colpa” e “Debito” hanno identica valenza, tanto che vengono espressi con la stessa parola: Schulde. Basta questo per capire come mai Berlino sia talmente irremovibile nelle sue posizioni. Ma anche come l’intero apparato europeo sia sbagliato già dalle fondamenta: come si può pretendere, infatti che mentalità così antitetiche debbano lavorare per giungere ai medesimi risultati compiendo percorsi spesso forzati e a volte controproducenti? 

Caos anche tra gli addetti ai lavori

Intanto a Bruxelles si sta consumando il sempre più caotico dramma greco. Si era partiti con un’agenda già di per sè fitta di impegni ma che, dato lo svolgimento, si è rivelata impossibile da rispettare: l’Eurogruppo: cancellato il summit Ue a 28, si è preferito procedere per incontri bilaterali, alla ricerca di un compromesso che sembra ancora lontano nonostante le oltre 5 ore di discussioni di ieri, mentre proprio dall’Europa arrivano richieste di impegni concreti e veloci (entro mercoledì) con riforme immediate. Troppo per un iter parlamentare che potrebbe non rientrare nei tempi vista la resistenza della sinistra estrema di Syriza che protesta (giustamente) per una serie di misure che non solo non sono di “sinistra” (vedi le privatizzazioni) ma sono anche più dure di quelle imposte una settimana fa. Una fretta che potrebbe essere anche un escamotage della Merkel per mettere Tsipras con le spalle al muro e per riuscire a “vendere” al proprio Parlamento gli eventuali accordi. Anche perchè solo il 10% del popolo tedesco appoggia l’idea di altri finanziamenti ad Atene.

Le condizioni estreme

Ma non è solo la fretta che è imposta ad Atene, all’antica capitale della democrazia, l’Europa mette il cappio al collo a Tsipras e impone di cedere la propria sovranità: questo il parto dell’Eurogruppo (riunione dei ministri delle finanze europee) che è stato passato all’Eurosummit (riunione dei capi di stato e di governo) che dall’iniziale formula a 28 è stato ridimensionato a quello dei 19 rappresentanti dell’Eurozona, e nel quale si fa esplicita richiesta di riforme entro mercoledi (che tra l’altro è anche l’ultimo giorno di liquidità delle banche, una coincidenza?) oltre all’obbligo di dover sottoporre alcune decisioni parlamentari all’esame della Troika (ormai è il caso di chiamarla così) la quale dovrà dare o  meno il proprio nulla osta. Giusto per non farsi mancare niente, il Fondo Monetario Internazionale chiederebbe, stand a indiscrezioni di stampa, le dimissioni del governo Tsipras per continuare le trattative con un governo tecnico.