13 miliardi: a tanto ammonta il piano di riforme da completare entro due anni, che il premier greco Alexis Tsipras ha presentato all’Eurogruppo e che oggi sarà esaminato per ottenere un parere presumibilmente favorevole. E anche 53 miliardi di finanziamenti.

Segnali di speranza

A farlo pensare è anche l’apertura dei creditori verso un “alleggerimento” del debito come conseguenza di un atteggiamento altrettanto realistico della controparte dal momento che sempre più istituzioni, dal FMI al governo Usa, hanno votato a favore di una ristrutturazione del debito, giudicato insostenibile per Atene.

Ma il fatto stesso che un’ipotesi del genere e cioè eventuali tagli, per quanto non specificati, sul debito possano essere stati ammessi anche solo in va non ufficiale, fa capire, in primis ai mercati, che stavolta l’aria è cambiata. Resta ora da capire e da programmare la cosa: allungamento delle scadenze o haircut?

I cambiamenti necessari

In realtà il piano, originariamente di 8 miliardi, è stato alzato per volontà dei creditori, prima a 12 e adesso a 13 a causa del peggioramento della situazione verificatasi negli ultimi 5 mesi e ancora di più dopo il NO del referendum; per dare un’idea della situazione basti pensare che in Grecia i giornali e i quotidiani stano uscendo in edizione ridotta a causa della mancanza di carta e della difficoltà di approvvigionamento. Secondo quanto dichiarato dal FMI, se il piano dovesse essere accettato da tutti, il pericolo contagio da parte della Grecia all’economia del Vecchio Contiennte, sarebbe scongiurato.