La seduta odierna prosegue all'insegna di una pioggia di vendite sulle Borse europee, con l'attenzione sempre rivolta alla Grecia. Nelle sale operative viene argomentato che la volatilità continuerà a fare da padrona per tutta la settimana, in attesa dell'esito del referendum che si terrà in Grecia domenica 5 luglio.

Molto dipenderà quindi dal risultato che sarà consegnato dalle urne, anche se da più parti vengono avanzati dei dubbi non solo sulla fattibilità, ma anche sull'utilità o meno di questo referendum.

Tanti i dubbi sul referendum in Grecia

Secondo Claudia Segre, Segretario generale Assiom Forex, difficilmente si svolgerà realmente la consultazione referendaria in Grecia. Se infatti Atene non ripaga domani il Fondo Monetario Internazionale, non potrà più partecipare ai finanziamenti. Per cui Segre si chiede su cosa verrà fatto il referendum a quel punto, senza dimenticare che non si riesce a spiegare come la Grecia potrà sostenere questa situazione fino all'eventuale referendum di domenica prossima, motivo per cui Segre non esclude che il tavolo delle trattative si riapra prima del 5 luglio.

Perplessità in tal senso sono espressa anche dagli analisti di Bank of America-Merrill Lynch, i quali si chiedono su cosa verterà il referendum dal momento che l'Eurogruppo ha rifiutato un'estensione del programma di aiuti esistente. Anche ipotizzando che la domanda riguardi l'offerta dei creditori internazionali presentata giovedì scorso, la banca americana segnala che non è chiaro cosa implichi un no e cosa un sì.

Secondo Florian Roger, responsabile dell'asset allocation di Exane Derivatives, da un punto di vista di timing economico il referendum in Grecia è insensato perchè aggraverà la recessione del Paese, renderà più fragile il sistema bancario, senza trascurare il fatto che verte su un piano i cui termini non sono stati ancora definiti. Il referendum di fatto è frutto di un calcolo politico e se così non fosse sarebbe stato già promosso prima, mentre sotto il profilo economico non ha alcun senso.