Ateniesi in piazza Syntagma a protestare con lo slogan "hanno distrutto le nostre vite" contro le ultime misure di austerity e la "rapina di classe operaia e pensionati” da un lato. Sherpa impegnati dall'altro a trovare la quadra su un compromesso minimo coi partner europei, che permetta di ripagare i 7 miliardi di euro di bond in scadenza a luglio.

Il governo di Alexis Tsipras si muove su un crinale delicato nel giorno della riunione dell'Eurogruppo che riporta sotto i riflettori la Grecia e il suo debito. Un incontro che sarà decisivo per il rilancio del terzo piano di aiuti da 86 miliardi di euro, entrato in stallo da mesi per le divergenze tra i creditori proprio sulla sostenibilità del deficit di Atene. 

Il nodo debito

Oggi pomeriggio i 19 rappresentanti dei Paesi dell'eurozona faranno una review sull'attuazione da parte dell'esecutivo greco delle "azioni preliminari": il programma di riforme richieste dai creditori internazionali per far ripartire il piano di assistenza finanziaria.

A dominare l'incontro saranno però le discussioni sulle proposte di alleggerimento dell'indebitamento della Grecia, il nodo che ha congelato la seconda revisione del terzo programma di salvataggio. 

Pesano i no della Germania

Se infatti tutti i creditori hanno promosso l'avanzamento sul fronte dei provvedimenti economici promessi (il Parlamento ellenico ha votato qualche settimana fa un'altra pesante manovra da 4 miliardi tra nuove tasse e tagli alle pensioni), alcuni Paesi dell'area euro sono comunque riluttanti a nuovi esborsi ad Atene.