In una giornata che non sembra vedere grandi movimenti (alle 13 Piazza Affari vedeva un +0,55%) i mercati stanno tentando di riprendersi dopo il crollo di ieri dettato dall'ennesimo acuirsi delle tensioni commerciali tra Usa e Cina e dall'ultima proposta dell'amministrazione Trump di creare altri dazi per ulteriori 200 miliardi di merci cinesi.

La view di Mobius

Ma nella guerra innescata da Trump i primi a perdere potrebbero essere proprio gli Stati Uniti. La conferma arriverebbe da Mark Mobius, numero uno di Mobius Capital Partners LLP, secondo il quale nuovi colpi nella guerra dei dazi porterebbero a un ulteriore calo del 10% delle azioni dei mercati emergenti ma soprattutto a una crisi finanziaria globale.

“Non c'è dubbio che arriverà una crisi mondiale, non dobbiamo dimenticare che stiamo uscendo da un lungo periodo di politiche finanziarie estremamente accomodanti. Si tratta di un territorio inesplorato e doppiamente pericoloso sia per la decennale strategia di allargamento della base monetaria attuata per la prima volta a livello mondiale ma anche per le conseguenze, tuttora ancora da testare che deriverebbero dal cambio di rotta che si sta preparando, anche questo a livello mondiale”

La prima a dar vita a questa serie di normalizzazione è stata la Fed, giunta ormai al suo settimo rialzo dei tassi, anche se non lontana sembra essere la BCE la quale a dicembre dovebbe veder chiusi gli acquisti sui mercati mentre, stando alle rassicurazioni di Mario Draghi, per il rialzo dei tassi la faccenda potrebbe essere più lunga.