L’ultima trimestrale di Ford supera le attese del mercato, ma il dollaro forte rischia di pesare sugli utili d’esercizio. Il quarto periodo della casa automobilistica americana si è concluso con un Eps (utile per azione) più alto di quanto stimato dagli analisti (0,26 dollari rispetto a 0,23), ma il fatturato ha registrato un calo del 5% in confronto allo stesso periodo del 2013 anche a causa del negativo andamento del tasso di cambio.

L'effetto dollaro

Ford ricava una quota attorno al 40% del suo giro d’affari fuori dai confini nazionali, in particolare in Europa e America latina, e il recente apprezzamento del biglietto verde rischia di gravare sui conti anche nei prossimi mesi. L’azienda calibra i suoi dividendi in base agli utili realizzati, e il peggioramento della profittabilità potrebbe quindi avere delle ripercussioni anche sul valore degli azionisti. Alle attuali quotazioni di Borsa, però, il titolo è scontato del 30% circa rispetto al nostro fair value di 23 dollari.

A nostro avviso gli investitori non hanno ancora adeguatamente valutato il potenziale del gruppo americano. Nello scorso anno, Ford ha visto crescere la propria quota di mercato più di tutte le atre case automobilistiche e punta a migliorare la sua profittabilità grazie ad una maggior razionalizzazione dei costi operativi e a un mix di prodotti a più alto valore aggiunto.

Le previsioni degli analisti

Entro il 2016 l’azienda stima di realizzare la quasi totalità della produzione globale dall’utilizzo di solo nove piattaforme. Questo comporterebbe un guadagno significativo, in termini di oneri operativi (considerato che sette anni fa le piattaforme utilizzate erano ben 15) e aumenterebbe la capacità del gruppo a rispondere in maniera tempestiva al cambiamento della domanda del mercato. Il management, inoltre, continua a investire nel miglioramento della qualità delle autovetture in modo da elevare l’immagine dei marchi e di aumentare il valore aggiunto dei prodotti.