L'impatto del coronavirus sui mercati minaccia di far deragliare l'economia mondiale. Steven Bell, Chief Economist di BMO Global Asset Management, era positivo sulle prospettive macroeconomiche e sugli asset a rischio in generale prima dell'improvviso scoppio dell’epidemia. Quest’ultima rimane un'enorme fonte di incertezza e l'impatto economico sulla Cina e sul resto del mondo viene probabilmente seriamente sottovalutato.

I severi controlli imposti dalle autorità cinesi sembrano funzionare e il numero di nuovi casi sta diminuendo. Se ciò dovesse continuare, Steven Bell si aspetta una ripresa della produzione in Cina e nel resto del mondo. Nel caso in cui questa previsione dovesse rivelarsi corretta, si potrebbe tornare a considerare i fondamentali – che sembrano positivi. Oltre all'epidemia di coronavirus, Steven Bell ha individuato alcune tendenze che determineranno le prospettive dell’economia globale.

In primis il miglioramento dell'industria manifatturiera, che potrebbe rivelarsi fondamentale per gli utili e le azioni. Il settore ha attraversato una fase recessiva ma presenta ora i segnali di una possibile inversione di rotta. L'Indice PMI ha registrato una piccola ripresa e i nuovi ordini confrontati con le scorte suggeriscono che questo recupero acquisterà slancio. Questa è una buona notizia per i mercati finanziari. L'industria manifatturiera rappresenta una percentuale molto ridotta del PIL rispetto ai servizi nei mercati sviluppati, ma quando si tratta di utili societari e di azioni, l'industria manifatturiera è fondamentale. Questa inversione è guidata dai semiconduttori, grazie all'avvento del 5G. Le auto hanno portato la manifattura verso una recessione, tuttavia Steven Bell inizia a vedere segnali di stabilizzazione.