Se Theresa May riesce a vincere con un buon margine le elezioni di oggi e rafforza la sua maggioranza parlamentare, la reazione immediata del mercato sarebbe un rafforzamento della sterlina. Ma si tratterebbe di una fiammata breve. Anzi: con i negoziati per il divorzio del Regno Unito dall'UE alle porte, sarebbe in prospettiva piuttosto un risultato che indebolisce la premier a favorire, riaprendo lo scenario di una Brexit più "soft", un recupero della moneta britannica.

E' questa l'opinione prevalente tra gli analisti nel valutare l'impatto nel mercato valutario di una conferma dei Conservatori al governo o, al contrario, l'ipotesi di uno stallo elettorale, impensabile fino a qualche tempo fa ma divenuta sempre meno peregrina con il recupero nei sondaggi del Labour di Jeremy Corbin.

Una fiammata breve

"Con il nervosismo del mercato cresciuto nelle ultime settimane della campagna", spiega una nota di ieri di Bank of America, una vittoria con una larga maggioranza dei Conservatori "avrebbe all'inizio implicazioni rialziste per il pound, perché rimuoverebbe l'incertezza politica che si è creata".  

Ma "maggioranze ampie non sono una garanzia che i guadagni saranno mantenuti". E con la crescita britannica in stallo e una certa compiacenza manifestata finora dal mercato sull'inizio delle negoziazioni per la Brexit, la scelta migliore sarebbe dunque quella di "vendere i rally della sterlina".

Al contrario, per Bofa, una risultato a sorpresa positivo per il Labour innescherebbe in una prima fase una pesante caduta della valuta inglese. Ma l'iniziale declino potrebbe essere mitigato "se una amministrazione Corbyn decide di dar precedenza alla sua agenda di politica interna rispetto alla Brexit". Inoltre, se dovesse risultare chiaro che il governo laburista manifesta "una preferenza per un accesso al mercato unico", e di conseguenza per una Brexit più soft, "c'è spazio per un recupero del pound."