In questo periodo della "chiamiamola pandemia" sono moltissime le persone che parlano, ma pochissime coloro che sanno estrapolare i numeri reali.

Eppure sono 3 numeri in croce e due rapporti.

Si sa che la matematica è la materia più odiata al mondo e quella meno conosciuta, e a suo tempo fece scalpore quando una bambina di 10 anni finita la scuola prima di rincasare si recava a casa di Albert Einstein. Questa cosa cominciò a portare a chiacchericcio e quando fu chiesto al famoso professore il perché di questi incontri lui rispose: Semplice, lei mi porta i biscotti e io gli faccio i compiti di matematica.

Ora, sappiamo che il governo italiano sta continuando sul distanziamento sociale, sulle riaperture a singhiozzo, sui divieti sempre più insistenti, in quanto il suo modello matematico si basa su questo semplice dato:

In Italia siamo in 60.000.000 milioni circa, e visto che oggi - venerdi' 1° maggio 2020 - su 2.053.425 tamponi effettuati abbiamo avuto 207.426 infettati con 28.236 morti c'è un rischio elevatissimo di contagio.

Ecco il calcolo che fa il governo:

  • 207.426 contagi su 2.053.425 tamponi corrisponde al 10,10% per cui su 60.000.000 circa, il 10,10% significa 6.060.000 infettatti.
  • Visto che su 207.426 infettati abbiamo 28.236 morti pari al 13,61%, su 6.060.000 infettati, il 13,61% corrisponde a 824.766 morti.

Con questi numeri il governo ha tutto il diritto di attuare le restrizioni, e di costringere i cittadini a casa, ma proprio perché siamo a casa dimostra che la pandemia non esiste.

Vediamo il perché.

Nell'ultimo censimento ISTAT - quindi dati ufficiali - in Italia le famiglie sono 25.700.000 che pertanto formano il totale di 60.000.000. Di queste 25.700.000 famiglie, 8.500.000  sono famiglie composte da 1 solo soggetto, per cui significa 8.500.000 di persone.

Quindi 60.000.000 meno 8.500.000 arriviamo a 51.500.000 persone, formate dalle rimanenti 19.000.000 di famiglie (27.500.000 - 8.500.000).

Ora il rapporto dell'Istituto Superiore della Sanità solo mercoledì 29 aprile ha detto che la curva del contagio tra infetti è scesa o si sta avvicinando al rapporto di 1:1, mentre prima era molto alta - addirittura 1 a 4 per poi scendere fino a 1 a 3 e 1 a 2 - ma proprio qui sta l'inghippo.

Se il rapporto del contagio era cosi' alto - e lo diamo per buono - il fatto che 51.500.000 italiani erano chiusi in casa in compagnia - abbiamo già tolto le famiglie con  1 solo soggetto - avremmo dovuto avere la percentuale di contagio che il governo asserisce che c'e' basandosi sul 10,10% tra infettati e tamponi, e la percentuale del 13,61% di morti sul rapporto mortalità/infettati.

Ma in realtà questa percentuale non c'è, sia perché gli infettati se ci fossero stati non sarebbero allora solo 207.426 - il 10,10% su 51.500.000 corrisponde a 5.201.500, e tanto meno dei morti.

Consideriamo inoltre che di questi 60.000.000 di italiani che sono usciti per le cose di prima necessità - spesa e farmacia - possono sicuramente aver rispettato le restrizioni - mascherina e guanti - ma che non possono rispettare in casa, visto che all'interno delle mura domestiche, si condivide, la cucina,la sala da pranzo dove si mangia tutti assieme, la camera dove si dorme e tutti gli altri spazi in comune visto che le attività - lavorative e scolastiche - si sono quasi triplicate a causa restrizioni all'esterno.

Il governo non può nemmeno dire che tutti quelli a casa possono essere asintomatici - non avendo effettuato il tampone - perché se così fosse significa che tutti 51.500.000 lo sarebbero e quindi significa che sarebbero già positivi senza effetti, portando al fatto che tutta la popolazione allora sarebbe immune.

Pertanto se è immune non valgono più le restrizione all'esterno nemmeno con guanti e mascherine.

Così come non potrebbe mai dire che c'è il rischio che gli 8.500.000 di persone che compongono le famiglie singole - e che quindi vivendo da sole rischiano il contagio non essendosi potute contagiare da altre - possono essere contagiate, perché a livello di statistica si capisce che è matematicamente impossibile che siano asintomatiche - e quindi immuni - le famiglie con più di un soggetto - 51.500.000 - mentre sono potenzialmente infettabili tutte le famiglie singole - quindi gli altri 8.500.000 - in quanto il virus non fa distinzione di infettati tra famiglie singole e non.

In sostanza il fatto di averci chiuso in casa, ha portato il Governo a farsi un chiaro autogol, ma per capirlo bisogna sapere di matematica.