Buone notizie per i contribuenti che a fine anno dovranno pagare il saldo dell'Imu. La rata fissata al 16 dicembre è stata cancellata. Esenzione totale dal pagamento Imu per il 2021 ed il 2022, ma solo per cinema e teatri. La buona notizia arriva dal Decreto Agosto, che ha provveduto a cancellare il saldo Imu per le imprese del turismo e dello spettacolo. Sicuramente due settori che sono stati pesantemente condizionati (in negativo) dall'emergenza coronavirus e dal conseguente lockdown.

Importante, poi, l'aiuto che verrà dato a teatri e cinema: in questo caso è prevista l'esenzione dl pagamento dell'Imu anche per il 2021 ed il 2022, purché i proprietari degli immobili siano anche i gestori delle attività.

Stop al saldo Imu: ecco come funziona

Il decreto Agosto ha introdotto tutta una serie di novità fiscali. Fortunatamente molte di queste andranno ad aiutare imprese e cittadini che stanno vivendo un momento storico sicuramente delicato e difficilmente ripetibile. Come anticipato, una delle più importanti è sicuramente l'esenzione del pagamento della seconda rata Imu, che dovrebbe essere saldata dalle strutture turistiche e dello spettacolo.

Andando nello specifico, saranno interessate dall'esenzione le seguenti attività:

  • stabilimenti balneari (quelli marittimi, lacuali e fluviali). L'esenzione vale anche per gli stabilimenti termali;
  • gli immobili che rientrano nella categoria catastale D/2, tra i quali ci sono gli agriturimi, i villaggi turistici, gli ostelli della gioventù, i rifugi di montagna, bed & breakfast, dei residence e dei campeggi. I proprietari degli immobili devono anche essere i conduttori dell'attività;
  • gli immobili che rientrano nella categoria catastale D, ossia quelli nei quali vengono svolti eventi fieristici o le manifestazioni:
  • gli immobili che rientrano nella categoria catastale D/3, che sono principalmente teatri e cinema. Anche in questo caso i proprietari degli immobili devono esercitare anche l'attività;
  • gli immobili destinati a discoteche, sale da ballo e night-club. I relativi proprietari devono, anche in questo caso, svolgere le attività all'interno del locale.

In estrema sintesi, questo vuol dire che tutte le attività che abbiamo appena menzionato, se sono anche proprietari degli immobili non sono tenute al saldo della rata di dicembre dell'Imu.

Tagliato l'Imu, ma non le risorse dei comuni!

La sforbiciata che riceve l'Imu, comporterà di sicuro un forte taglio delle entrate dei Comuni. Per bilanciare questo taglio sono previste delle risorse erogate dal Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'Interno con il decreto Rilancio. Il decreto Rilancio aveva infatti già previsto l’esenzione della prima rata Imu per il settore alberghiero e aveva istituito un Fondo con una dotazione di 85,65 milioni di euro per il 2020.

Alla ripartizione del Fondo si provvede con decreto congiunto tra Ministro dell’Interno e dell’Economia, previa intesa in sede di Conferenza Stato-città ed autonomie locali, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Agosto.

Imu, prima casa. Rimane l'esenzione!

Ricordiamo che quest'anno ci sono state un po' di novità, sotto il profilo dell'Imu. E' debuttata la nuova Imu che comprende anche la Tasi, ossia il tributo comuniale sui servizi indivisibili. Con la scadenza dello scorso 16 giugno, non si erano dovute pagare due rate diverse, ma un'unico obolo. Come accadeva già in precedenza, comunque, l'abitazione principale era esente dal pagamento della nuova Imu. Sempre che non rientrasse nelle seguenti categorie catatali: A/1, A/8 o A/9. Stiamo parlando di immobili di lusso e/o di pregio.

Giusto per sototlineare cosa si intenda per abitazione principale, stiamo parlando dell'immobile nel quale il possessore ed i componenti del suo nucleo familiare vi abitano quotidianamente e vi risiedono anagraficamente. Sono considerate abitazioni principale e sulle quali non dovrà essere pagata l'Imu i seguenti immobili:

  • le abitazioni del personale delle Forze armate anche se non residenti
  • gli appartamenti degli anziani trasferiti in casa di cura, purché non dati in locazione
  • le case assegnate dal giudice all’ex coniuge o al genitore affidatario, per cui il proprietario, anche se non ci abita, non deve versare l’imposta.

L'Imu, invece, si paga sugli immobili diversi dall'abitazione principale. Quondi stiamo parlando delle seconde case, a prescindere dalla loro categoria catastale.