Questo Governo sembra proprio avercela con la casa e con i proprietari immobiliari. Blocca gli sfratti, ma pretende l'Imu: fino all'ultimo centesimo. E' inutile negarlo, continua a destare scalpore la decisione di bloccare fino al 31 dicembre 2020 l'esecuzione degli sfratti: in altre parole si continuerebbe ad impedire ai proprietari degli immobili di tornare in possesso della casa che hanno dato in affitto. Il proprietario è tenuto a continuare a pagare l'Imu benché l'inquilino non stia pagando l'affitto.

A tutti gli effetti siamo davanti ad una evidente e palese violazione del diritto alla proprietà, che non ha nulla di simile al blocco dei licenziamenti. Proporre un paragone tra le due situazioni avrebbe poco senso, perché se l'imprenditore che non licenzia il proprio dipendente può ricorrere alla cassa integrazione e quindi scaricare sulle casse dello Stato il costo del blocco, il proprietario immobiliare si ritrova un immobile occupato per il quale non percepisce alcun canone d'affitto.

Imu e sfratti: due rovesci della stessa medaglia!

Come accennavamo il blocco degli sfratti, a differenza del blocco dei licenziamenti, non garantisce alcun tipo compensazione economica per il proprietario della casa. Impresa o privato cittadino che sia, non solo non possono disporre dei propri beni immobiliari nel modo che preferiscono per un anno intero (va beh, non proprio un anno, ma dieci mesi sono tutti: da marzo a dicembre 2020), ma devono provvedere a saldare lo stesso la principale e più importante tassa che pesa sulla casa: l'Imu.

E non importa se il proprietario della casa è un privato cittadino che nel frattempo ha perso il lavoro e il suo reddito si sarebbe basato unicamente sull'incasso dell'affitto. A volte ci si dimentica che ci si trova davanti ad una guerra tra poveri, che ha un unico vincitore. Il Governo che incassa le tasse.

La decisione presa dal Governo è stata prontemente contestata da Confedilizia, ma anche dalle opposizioni. Forza Italia, con un'interrogazione urgente, ha chiesto l'esecutivo di informare il Parlamento su quali urgenti iniziative i ministri interpellati intendano assumere per ripristinare la tutela del diritto di proprietà e disporre forme di ristoro per i proprietari interessati dalla sospensione.

Continua il saccheggio sulla casa!

Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare non è arrivata alcuna replica da parte del Governo, che ha provveduto a rispondere all'interpellanza affidando un semplice messaggio, che riportiamo:

In questa sede non posso che ribadire l'impegno del Governo a verificare con attenzione gli effetti delle norme su richiamate e a valutare quindi l'opportunità di adottare misure che garantiscano in ogni caso un ragionevole bilanciamento tra le opposte esigenze dei conduttori e dei proprietari di immobili, come, ad esempio, potrebbero essere forme di compensazione fiscale e/o misure di incentivazione alla sottoscrizione di canoni agevolati e di rinegoziazione dei medesimi.

Ad intervenire sul blocco degli sfratti è stato anche Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, che spiega:

Il blocco generalizzato degli sfratti fino al 31 dicembre ha messo in gravissima difficoltà tante famiglie di piccoli risparmiatori. Si tratta di una disposizione inaccettabile sul piano di principio, per il suo essere palesemente lesiva del diritto di proprietà. La sua gravità potrebbe però essere almeno attenuata se essa fosse limitata a situazioni di comprovata difficoltà degli inquilini, esclusa per le situazioni precedenti all'apparizione del virus e accompagnata da adeguati indennizzi in favore dei locatori.

Imu e sfratti: un decreto da migliorare!

La posizione in questo senso di Confedilzia è molto precisa e non lascia spazio ad interpretazioni: il decreto deve essere migliorato. Sarebbe necesario mettere mano alle misure che riguardano le locazioni e il blocco degli sfratti, ma soprattutto si dovrà intervenire sull'Imu. Confedilizia punta l'attenzione anche sul prolungamento di un mese del credito d'imposta per le locazioni non abitative, una misura che dovrebbe aiutare proprietari ed esercenti nella fase più critica della crisi economica. Ma è necessario fare di più, garantendo questa misura per sei mesi, sino alla fine di settembre (due mesi in più). Arrivare a coprire l'intero periodo estivo darebbe maggiore tranquillità a molti.

In questa fase di difficoltà per numerose attività commerciali, con conseguenti mancati pagamenti degli affitti ai proprietari dei locali - ha detto Spaziani Testa - l'assurdità della norma che sottopone a tassazione anche i canoni non percepiti si manifesta in modo eclatante. Bisogna finalmente rimuoverla, adeguando la normativa sulle locazioni commerciali a quella sugli affitti abitativi. Sempre in tema di locazioni non abitative servono poi interventi strutturali, per i mesi e gli anni a venire. Accanto a misure di detassazione per gli esercenti, è indispensabile disporre una diminuzione del carico tributario sui redditi da locazione, attraverso la cedolare secca per le persone fisiche e una misura analoga per le società. La tassazione che colpisce questi immobili è talmente elevata da limitare fortemente i margini di contrattazione fra proprietari e inquilini.