Gli incentivi auto hanno aperto un dibattito sul futuro delle motorizzazioni: meglio l'elettrico o il diesel. Sì certo per l'ambiente sono meglio le auto elettriche, i motori a gasolio inquinano molto di più. Ma per viaggiare, soprattutto per le persone che devono effettuare molti chilometri ogni anno cosa è veramente meglio? Sicuramente le auto elettriche hanno i loro vantaggi, non possiamo escluderlo. Ma, per il momento, non sembra proprio che sia stata registrata una vera e propria rivoluzione, anche perché molti automobilisti, che si sono convertiti alla causa delle automobili con batteria, stanno scoprendo tutti i problemi di una tecnologia alle prime armi.

Alla luce dei nuovi incentivi auto, forse è il momento di fare un po' il punto della situazione su come funzionano le auto elettriche. O su come effettivamente gli utenti avrebbero necessità che funzionassero. Sono molte le persone, che spinte proprio dagli incentivi auto, hanno deciso di scommettere sull'elettrico o sull'ibrido. Per poi accorgersi che forse è meglio il diesel.

Incentivi auto: il diesel trionfa su tutto!

Partiamo da un dato di fatto. Il prezzo di un'auto diesel è inferiore a quello di una vettura elettrica. Sicuramente il costo è un fattore determinante nella scelta di una macchina da acquistare. Anche se poi ci sono gli incentivi auto, si parte pur sempre da un prezzo inferiore: a parità di prestazioni ed allestimenti un'automobile elettrica costa sempre di più rispetto a quelle tradizionali, benzina o diesel che siano. Quello che fa lievitare il costo sono proprio le componenti elettriche, che ovviamente hanno bisogno delle opportune integrazioni e processi di produzione. E' necessario poi tenere conto del ciclo di vita di questi componenti, che con un utilizzo normalizzato dovrebbero essere di 10 anni o 150.000 chilometri.

Un'auto elettrica costa di più anche nella manutenzione. Una delle voci che incidono periodicamente nelle auto elettriche è la sostituzione delle batterie. Sì, sì: l'inquinamento atmosferico sta a cuore di tutti. Cercare di abbattere le emissioni di anidride carbonica nell'ambiente è un'obiettivo, ma sicuramente non tutti gli automobilisti sono disposti a sostenere dei costi maggiori per amore del verde.

Sicuramente questi sono tutti aspetti sui quali si può lavorare: lavorare su batterie che siano più durature, sfruttare energie green in fase di produzione. Un pieno di gasolio per far ripartire un'auto diesel non è mai stato un problema a farlo. Anche le colonnine elettriche garantiscono un rifornimento conveniente e sempre disponibile. La differenza maggiore è che per fare il pieno di carburante bastano una manciata di minuti, mentre per ricaricare un'auto elettrica ci vogliono almeno 45 minuti per la ricarica rapida. E nel caso in cui si decida di caricare l'auto a casa, la bolletta dell'elettricità potrebbe lievitare di parecchio.

Incentivi auto: premiati motori diesel e benzina

Proviamo un po' a tirrare le somme su come si stanno muovendo le vendite di macchine grazie agli incentivi auto. Nel solo mese di agosto 2020 sono state immatricolate 88.801 autovetture contro le 89.184 dell’agosto 2019. In questo caso stiamo parlando di un calo molto contenuto pari ad un 0,43%. Una percentuale da vedere abbastanza positivamente, dato che potrebbe indicare il tentativo di superare la fase terribile del mercato, che ha visto un crollo delle vendite a marzo dell'85% e del 98% ad aprile. Nei primi sette mesi dell'anno hanno registrato un andamento fortemente negativo, registrando un calo delle immatricolazioni pari al 41,7%, con una perdita di fatturato per il settore stimata dal Centro Studi Promotor in 9,6 miliardi e con un calo del gettito Iva per l’Erario di 2,1 milioni.

Il merito del ritorno a livelli di vendita normali è dovuto essenzialmente ad aver esteso gli incentivi auto, con gli emendamenti presentati in sede di conversione in legge del Decreto Rilancio, anche alle vetture con alimentazione a benzina o gasolio ed emissioni non superiori a 110 g/km di CO2. Gli incentivi alle sole vetture ad emissioni zero, già in vigore nel 2019 e potenziati nel 2020, si sono infatti rivelati utili per favorire l’auto elettrica, ma certamente non sono sufficienti per rilanciare l’intero mercato dell’auto in cui le immatricolazioni di vetture non elettriche sono ancora il 98%.

Incentivi auto: le difficoltà

Come i giornali hanno riferito, non sono mancate in agosto difficoltà burocratiche nell’avvio dei nuovi incentivi auto e questo fatto ha certamente impedito che il risultato del mese fosse migliore di quello che si è realizzato. Il ritorno ai livelli del 2019 è certamente un primo obiettivo importante, ma quello che occorre veramente al mercato italiano è una forte spinta per recuperare il calo delle immatricolazioni dei primi otto mesi dell’anno che è di ben 516.049 auto (-38,9%). Il superamento delle difficoltà burocratiche a cui si è accennato dovrebbe consentire a partire da settembre di recuperare, almeno parzialmente, questo calo nei mesi che restano del 2020.

Ne sono convinti anche i concessionari che, operando in prima linea sul mercato, percepiscono con immediatezza i mutamenti delle tendenze. Dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor a fine agosto emerge infatti che nel mese scorso la raccolta di ordini è stata normale o alta per il 79% dei concessionari interpellati, mentre sempre in agosto l’87% giudica normale o alto l’afflusso di potenziali interessati nei saloni di vendita e il 91% stima stabile o in aumento le vendite nei prossimi mesi. A ciò si aggiunge che l’indicatore di fiducia degli operatori auto determinato dal CSP, sintetizzando i risultati delle sue inchieste congiunturali mensili, ha toccato in agosto quota 53,20.

Si tratta – ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – di uno dei valori più alti registrati dal gennaio del 1993 quando iniziammo a determinare questo indicatore.