Incentivi auto come l'indennità di 600 euro? Il rischio c’è.

Nel senso che dal primo settembre riaprirà la piattaforma dov’è possibile effettuare le prenotazioni del bonus, entrato in vigore con l'ultimo decreto, a partire dal 15 agosto scorso.

 

E il fatto che tale piattaforma sia rimasta chiusa, unita all’affollamento delle concessionarie registrate in questo mese, potrebbe condurre il sistema al collasso, in quello che potrebbe essere un nuovo click day, espressione sempre più connotata negativamente, proprio per quanto riguarda gli incentivi auto, un po’ com’è accaduto per la richiesta degli italiani per il bonus 600 euro ad aprile.

E cioè: decine di migliaia di persone collegate, che ha finito per far "impazzire" il sito dell'Inps a causa dell’eccesso di richieste. 

Incentivi auto, i soldi finiranno subito? 

Il collasso per gli incentivi auto però, in questo caso, riguarderebbe i soldi. Che non bastano. La sensazione che è qualcosa di più di una sensazione, è che potrebbero finire nel giro di pochi giorni.

Insomma, si va verso un debutto all’insegna del caos, nonostante il fatto che quella che partirà il prossimo mese -primo giorno martedì primo settembre- dovrebbe essere una nuova tornata di incentivi auto.

Le risorse stanziate dal governo -che rischiano di esaurirsi in poco tempo- in tutto sono 100 milioni. Che vanno ad aggiungersi ai 50 milioni, che però si sono già polverizzati il 7 agosto scorso. Soldi da destinare a chi deciderà di spenderli per vetture diesel o benzina.

Incentivi auto a rischio esaurimento, la richiesta di Unrae

Ma la situazione è ancora confusa, ed ecco perché il rischio è che il primo settembre, il click day al momento è lo scenario già probabile. Che porterà non tanto al collasso del sistema di prenotazione, quanto a un rapido esaurimento delle risorse per l'incentivo auto.

Ricordiamo che il bonus è in vigore dal 15 agosto. Non a caso, l’Unrae, associazione che raggruppa le case estere in Italia, ha già fatto richiesta per un rifinanziamento rapido, attraverso la rimodulazione delle risorse. 

Incentivi auto, la mossa (infelice) di ministero e Invitalia

Insomma, i contratti stipulati da metà agosto si potranno registrare solo a partire dal primo settembre e il decreto agosto ha ripristinato i fondi dell’incentivo auto.

Purtroppo però il ministero dello Sviluppo Economico e Invitalia non hanno tenuto aperta la piattaforma telematica di prenotazione. E in un mese in cui il turismo si è drasticamente ridotto, con tanto di aumento di clienti nelle concessionarie, potrebbe bastare anche solo qualche giorno per esaurire nuovamente le risorse.

Le tappe che hanno portato ai 100 milioni per l'incentivo auto 

Le tappe sono le seguenti: dal 1 agosto al 31 dicembre il governo ha introdotto il cosiddetto bonus di massa, con cui vengono concessi contributi anche ai modelli a motore tradizionale, seppur con meno impatto ambientale.

I soldi stanziati? Cinquanta milioni di euro. Doveva essere un bonus disponibile fino a fine anno, si è invece esaurito dopo una settimana, e cioè il 7 agosto.

Otto giorni dopo, il 15 agosto, è entrato in vigore il decreto (Dl 104/2020) che, oltre a rimodulare le fasce di emissione, mette altri 100 milioni a disposizione per la fascia in cui si concentrano i motori tradizionali. Restano ingenti, infine, le risorse per i modelli elettrificati, che però ovviamente hanno un costo più alto. 

Incentivi auto, la posizione del governo

Dal governo si cerca di convincere i cittadini che non sarà un click day. Non ci sarà il sistema al collasso, né i soldi si esauriranno nell’immediato com’è già accaduto per i 50 milioni. C’è da dire che, come ricorda anche il Sole 24 Ore, non sono previste liste di attesa. In sostanza: chi arriva tardi non può prenotarsi. E non sono previsti sconti a chi dovesse perdere l’incentivo auto, anzi: potrebbe essere causa di annullamento del contratto, stando alle clausole di alcune case automobilistiche. 

E se arrivasse un rifinanziamento ulteriore, per nuovi incentivi?

La speranza è quella già richiesta dall’Unrae, che come detto ha fatto già domanda per un rifinanziamento, il più veloce possibile, magari con una rimodulazione -e ottimizzazione- delle risorse.

In questo caso, chi fosse rimasto fuori dagli incentivi auto potrebbe attaccarsi a una seconda ondata (espressione che va parecchio di moda in questo periodo). Ma tutto dipende dal governo se riuscirà o meno a trovare altre risorse: (buffo, ci avviciniamo al referendum sul taglio dei parlamentari che libererebbe 80 milioni. Pochi, ma comunque funzionali alla causa di una terza tranche per gli incentivi auto).

Va ricordato che, oltre alla possibilità di cambiare la data del contratto, nessuna norma fissa un tempo massimo tra la stipula di un contratto e la sua immissione nella piattaforma. Sempre il Sole 24 Ore raccomanda tuttavia chi fosse interessato a fare in fretta, dato che, come detto, certezze ancora non ce ne sono. 

Meglio il mercato dell'elettrico o quello tradizionale?

Sullo sfondo, l'equivoco, se così si può definire, di un incentivo che da una parte cerca di sostenere quello che sarà il sistema del futuro, basato su una riduzione sempre più massiccia di sostanze inquinanti e di emissioni.

Dall'altra, ha come obiettivo il rilancio per il mercato auto più tradizionale, e quindi vetture a benzina e diesel, che ha bisogno urgente di essere sostenuto dopo lo stop causa lockdown, al contrario di un mercato, quello elettrico, che occupa ancora una fetta molto piccola.