Non sorprende che, dopo molti tentativi di far approvare il suo accordo sulla Brexit, l’isolamento del Primo Ministro Theresa May all'interno del suo stesso governo e del suo stesso partito stia per concludersi. Antoine Lesné, responsabile Strategia e Ricerca EMEA di SPDR ETFs (State Street Global Advisors) si aspetta l’inizio di una nuova era senza incertezze per la Brexit? Probabilmente no. Potrebbe anche trattarsi di un clamoroso segnale del fatto che i risultati delle elezioni europee non sono positivi per i principali partiti, in particolare per i Tories, ma questo lo scopriremo solo domenica.

L'incertezza quindi permane e continua a pesare sulla sterlina. Il caos persiste e le probabilità di giungere a un accordo prima del 31 ottobre 2019 non sono aumentate - spiega Antoine Lesné -. È difficile immaginare che l’articolo 50 venga cancellato e anche il possibile conseguente impatto positivo che questo avrebbe per la sterlina. Tuttavia ci sono alcune notizie positive: nonostante l'incertezza che grava sull'economia britannica, la disoccupazione rimane storicamente bassa, la crescita salariale è ancora positiva e l'inflazione è vicina al target della Bank of England.

In mancanza di un catalizzatore migliore, gli investitori potrebbero anche indirizzarsi in maniera prudente verso le azioni del Regno Unito. Gli investitori nazionali possono beneficiare delle esposizioni internazionali e di una sterlina più debole, mentre sul fronte obbligazionario continuiamo a concentrarci sulla parte breve della curva dei Gilt per via della mancanza di chiarezza sulla direzione che prenderanno le negoziazioni sulla Brexit.