Wall Street si è  alla fine fatta contagiare dal mood opaco dell'azionario continentale, chiudendo in modesto calo (S&P 500 -0.32%), in assenza di particolari spunti direzionali.

Stanotte, l'apertura asitatica è stata in generale negativa, anche se successivamente gli indici hanno ridotto un po' le perdite, trainati da Shanghai, che continua a fare il bastian contrario. In nottata è stato pubblicato il CPI cinese di novembre (4.5% da prec 3.8% e vs attese per 4.3%) che continua ad essere una storia di esplosione dei prezzi della carne di maiale (+110% anno su anno), in seguito alla malattia che ha devastato gli allevamenti. Ne consegue che il primo drive del CPI è il food, con un 19% YoY, mentre l'inflazione ex food ha raggiunto si e no l'1%, e la core inflation l'1.4% (i costi per l'energia sono scesi). La disinflazione sui prezzi alla produzione ha rallentato un po' (-1.4% da prec -1.6% e vs attese per -1.5%). L'inflazione da maiale resta un fenomeno negativo, per l'impatto sul reddito, ma temporaneo in natura. Difficile che la PBOC decida la propria politica monetaria basandosi su questi numeri, che sono totalmente sganciati dal livello dei tassi. A Dicembre si nota qualche segnale di moderazione dei prezzi della carne. Vedremo.

Meglio assai gli aggregati di credito di novembre, che su new loans e total social financing hanno battuto le stime su tutta la linea, più  che raddoppiando i risicati livelli di Ottobre.

Meno positivi gli aggregati monetari, che hanno accelerato meno delle attese (M2 ha addirittura rallentato). I numeri mostrano chiaramente lo sforzo delle autorità di stimolare il credito, ed è probabile che altro easing sia in canna per i prossimi mesi. Comunque sulla scorta di questi dati il credit impulse, che è ben correlato con l'attività economica, dovrebbe ulteriormente accelerare.