Tra le varie caratteristiche che presenta la dinamica dei mercati, una di particolare rilievo, che abbiamo potuto verificare ancora una volta, è rappresentata dall’inerzia che quasi sempre accompagna la transizione da un periodo rilevante a quello successivo. Possiamo definirla, con altre parole, come una sorta di effetto di trascinamento dell’umore, che ha caratterizzato un periodo molto direzionale appena terminato, sulla parte iniziale del periodo successivo.

Questo fenomeno, ad esempio, è quello che rende molto probabile che, dopo una settimana molto rialzista, quella successiva parta di slancio, al rialzo, anch’essa. Analogamente avviene a livello mensile e trimestrale.

La settimana scorsa è stata la prima di un nuovo mese e di un nuovo trimestre. Pertanto ha subito in modo molto evidente l’influsso della positività sia del mese di marzo che dell’intero primo trimestre del 2019. Infatti marzo terminò nei pressi dei massimi mensili e trimestrali per tutti i principali indici mondiali e segnò il quasi completo recupero delle forti perdite subite dalla orrenda candela trimestrale precedente, relativa all’ultimo trimestre 2018.

Tanta positività non poteva essere dimenticata in fretta. Pertanto la candela settimanale che si è conclusa venerdì scorso ha rappresentato la naturale prosecuzione della baldanza mostrata nel primo trimestre. Una sorta di brindisi augurale anticipato.

La performance settimanale ottenuta dai mercati azionari principali è stata di tutto rispetto: SP500 +2,05%; Nasdaq100 +2,71%; Eurostoxx50 +2,86%; Dax +4,20%; Ftse-Mib +2,22%. Ma quel che evidenzia molto bene l’effetto inerzia è proprio il fatto che tutti questi indici abbiano aperto in gap rialzista lunedì scorso e chiuso venerdì ai massimi settimanali, disegnando candele weekly senza la minima incertezza direzionale. Così la performance da inizio anno è ulteriormente cresciuta, portandosi al +13,7% del più timido indice Dax, fino al +18,7% del nostro brillante Ftse-Mib e al +19,7% del capofila Nasdaq100.