Inflazione in arrivo? Tre società a dividendo raccomandate dagli analisti

Dopo oltre tre mesi ininterrotti di rialzi, questa settimana i mercati si sono presi una prima pausa di riflessione. Di P.Crociato

Dopo oltre tre mesi ininterrotti di rialzi, questa settimana i mercati si sono presi una prima pausa di riflessione. Dal minimo di 676,53 toccato il 9 marzo scorso, l’indice S&P500 aveva portato avanti un rimbalzo record pari a +39,9% fino al massimo relativo di 946,21, segnato il 12 giugno scorso. Con una corsa così forte e rapida, lo storno che si sta verificando in questi giorni era piuttosto prevedibile ed auspicabile. Il “pretesto” sono state le analisi della Banca Mondiale, rilasciate in questi giorni, sulle prospettive dell’economia mondiale, riviste al ribasso a -2,9% contro -1,7% della precedente previsione. Grazie ai prezzi più favorevoli registrati in questi giorni, proseguiamo nella nostra strategia di acquisti selettivi e concentrati su aziende leader con politiche di dividendi stabili e fatturati in crescita. In aggiunta alle stime della Banca Mondiale, negli ultimi giorni altri importanti economisti internazionali hanno espresso autorevoli opinioni sull'andamento della crisi economica internazionale. In particolare Nouriel Roubini e Marc Faber, conosciuti nella comunità degli analisti per aver previsto in anticipo la crisi finanziaria del 2008 e 2009, hanno rilasciato due interviste al network televisivo americano CNBC. Faber, nel corso della sua apparizione televisiva ha dichiarato: "In ogni situazione dove vi sia un largo deficit fiscale, combinato con politiche monetarie di bassi tassi di interesse, le probabilità di un forte incremento dell'inflazione sono sempre molto alte, e questo di solito accade molto rapidamente." Secondo Faber, le probabilità di un forte rialzo dell'inflazione nei prossimi 5-10 anni negli Stati Uniti sono concrete e il tasso potrebbe facilmente raggiungere livelli tra il 10 e il 20%. L'analista ritiene che il governo americano sottostimi l’attuale livello di aumento dei prezzi, dal momento che l'indice su cui si basano le attuali statistiche e previsioni non tiene in dovuto conto i livelli dei costi accessori come ad esempio quelli per l'istruzione e per la salute. In sintesi secondo l'analista lo scenario che ci aspetta per i prossimi anni potrebbe portare ad una forte perdita del potere d'acquisto da parte della divisa americana, ma anche di molte altre principali valute internazionali. In questa congiuntura secondo Faber, i migliori investimenti a cui guardare per il futuro saranno le azioni e gli immobili. "Non sono molto rialzista riguardo ai prezzi degli immobili negli Stati Uniti, ha proseguito l'analista, ma preferirei comunque investire nell'immobiliare piuttosto che in obbligazioni governative trentennali".