Dal 1° ottobre di quest’anno è ormai confermato l’addio al vecchio pin INPS per accedere all’area riservata presente all’interno del portale telematico ufficiale dell’INPS. L’Istituto Nazionale sulla Previdenza Sociale, infatti, non rilascerà più il Pin INPS come credenziale di accesso all’area riservata. Il vecchio pin sarà dunque sostituito dallo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale il quale permetterà di accedere ai servizi on-line della Pubblica Amministrazione.

Lo stesso presidente dell’Istituto, Pasquale Tiridico ha dichiarato a tal proposito che:

si sta andando incontro ad una nuova modalità di accesso ai servizi unica e sicura. Ciò rappresenta infatti un grande ed importante passaggio per il processo di digitalizzazione del nostro Paese. In questo modo verrà consegnato al Governo italiano un patrimonio di circa 27 milioni di utenti, che potranno utilizzare e beneficiare dei servizi della pubblica amministrazione. 

Infatti, questo nuovo strumento consentirà agli utenti di interagire sia con l’Istituto, ma anche con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati che ne hanno fatto parte.

Secondo quanto stabilito dal Regolamento europeo per l’identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni nel mercato interno (che viene abbreviato in eIDAS), il quale riguarda l’identificazione elettronica e tutti i servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel Mercato europeo comune, l’identità digitale SPID potrà essere usata per l’accesso a tutti i servizi digitali delle Pubbliche Amministrazioni dell’Unione europea.

Per coloro i quali posseggono ancora come credenziale di accesso il tradizionale pin INPS, il passaggio allo SPID avverrà in maniera graduale secondo le regole espressamente inserite nella circolare INPS del 17 luglio 2020, n.87, che prevede una fase transitoria che andrà a concludersi con la definitiva cessazione della validità dei pin rilasciati.

Il nuovo pin INPS: come funziona lo SPID

Con il meccanismo dello SPID, ci sarà la possibilità di avere tre livelli di autenticazione e l’INPS, a seconda dell’affidabilità richiesta per i servizi, può scegliere a quale livello di sicurezza delle credenziali SPID. I tre livelli previsti si strutturano in questo modo: il primo livello di sicurezza consentirebbe di accedere ai servizi online tramite un nome utente ed una password scelti dall’utente.

Il secondo livello, utilizzato per i servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore, permetterebbe invece l’accesso sia un nome utente ed una password scelti dall’utente, ma anche la generazione di un codice temporaneo di accesso, che sarà fornito attraverso sms o con l’uso di un’app fornita dal gestore dell’identità digitale fruibile attraverso smartphone o tablet.  

Infine, il terzo livello di sicurezza SPID, quello con più step di accesso, oltre al nome utente e la password, richiederà un supporto fisico particolare che gestisce delle chiavi crittografiche. Questo supporto può essere sia una smart card, ma anche un dispositivo per la firma digitale remota (HSM che sta per Hardware Security Module).

Cosa accade agli utenti che posseggono i Pin

I Pin INPS in possesso degli utenti saranno validi e potranno essere rinnovati naturalmente fino alla conclusione della fase transitoria di cui la data non è ancora stata definita e comunicata da parte dell’INPS

Il passaggio dal vecchio Pin INPS allo SPID non ha effetti sul servizio di Pin temporaneo. Ciò significa che coloro i quali accedono ai servizi INPS attraverso le credenziali SPID, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), o Cie (Carta d’Identità Elettronica), potranno comunque continuare a richiedere il Pin telefonico temporaneo, introdotto con il messaggio del 15 marzo 2019, n. 1081.

Per ottenere questo particolare Pin, l’utente deve accedere nella sezione “MyINPS” del portale, selezionare la voce “PIN telefonico” ed indicare il periodo di validità, che può andare da un giorno a tre mesi. In caso di smarrimento, è possibile generare un nuovo Pin telefonico che annullerà automaticamente il precedente.

Fino alla fine della fase transitoria, ci sarà un doppio binario di accesso ai servizi INPS che prevede che chi è in possesso del Pin potrà continuare ad utilizzarlo fino a scadenza naturale, mentre chi non ha il pin dal primo ottobre potrà usare solo lo SPID.

Come si richiede lo SPID

Secondo quanto specificato all’interno della circolare dell’INPS, per poter richiedere ed ottenere le credenziali SPID è necessario innanzitutto essere maggiorenni. 

È inoltre prevista anche una distinzione a seconda se l’individuo è residente in Italia o all’estero. In effetti, i soggetti residenti in Italia dovranno possedere un indirizzo e-mail, il numero di telefono del cellulare, un documento di identità italiano valido come ad esempio carta di identità, passaporto o patente, ed infine la tessera sanitaria con il codice fiscale.

Per quanto riguarda invece i residenti all’estero, un indirizzo e-mail, il numero di telefono, un documento di identità italiano valido, il codice fiscale, infine il tesserino della tessera sanitaria o del codice fiscale i quali costituiscono elementi utili per il processo di verifica dell’autenticità e per contrastare il furto di identità degli stessi su basi date nazionali non pubbliche.

Per ottenere le credenziali SPID bisogna scegliere uno tra gli Identify provider e registrarsi successivamente al sito. La registrazione consiste in tre step: il primo è quello dell’inserimento dei dati anagrafici, il secondo passo sarà quello di creare le credenziali SPID, ed infine bisognerà poi effettuare il riconoscimento. I tempi di rilascio dell’identità digitale dipendono dai singoli Identity Provider.

Cosa sono gli  Identity Provider

Per ottenere SPID, bisogna rivolgersi ad uno degli otto “identity provider”, che significa appunto fornitore di identità digitale, accreditati da AgID (Agenzia per l’Italia digitale). Questi otto fornitore sono: Aruba, Infocert, Namirial, Poste Itailana, Register.it, Sielte, TIM ed Intesa.

Gli Identity Provider prevedono tre diverse modalità per richiedere ed ottenere questa nuova tipologia di pin INPS, ovvero lo SPID. L’utente potrà quindi richiedere la più adatta a se. Le modalità previste dall’INPS per la richiesta del nuovo Pin sono: il riconoscimento via webcam; il possesso di firma digitale o carta d’identità elettronica (CIE) 3.0, cioè quelle che non hanno la banda ottica sul retro della tessera in plastica, o carta nazionale dei servizi (CNS). La terza modalità è quella del riconoscimento di persona nel caso in cui ci sia vicinanza degli uffici di identity provider.

Per quali servizi saranno utili le credenziali SPID

Come abbiamo detto in precedenza le nuove credenziali SPID andranno a sostituire tutti i servizi ai quali si poteva precedentemente usufruire con il Pin INPS, ma oltre a questi anche a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione. Tra queste infatti con queste credenziali è possibile accedere anche alle nuove misure previste dal Governo, come ad esempio il bonus bici, di cui si attende ancora la piattaforma per il rimborso.

Le novità riguardano anche per le aziende, infatti con il Decreto Semplificazioni tutte le imprese devono comunicare entro il primo ottobre il proprio domicilio digitale, facendo diventare quindi la PEC obbligatoria. Anche in tal caso la verifica dell’identità digitale avverrà tramite SPID. 

In caso di mancata comunicazione o aggiornamento della propria PEC entro il primo ottobre, sono previste sanzioni che per le società vanno dai 206 ai 2.064 euro, mentre per le imprese individuali da 30 a 1.548 euro.