Anche l'Inps finisce in tribunale e perde. L'istituto è stato ritenuto colpevole di aver effettuato delle trattenute sulla pensione. L'intento era quello di recuperare delle somme erogate per errore. Bene! Grazie a questa sentenza l'Inps non potrà più effettuare degli addebiti o delle trattenute sulla pensione per farsi restituire - forzatamente - le cifre versate in eccesso al pensionato.

A decretare come illegittimo il comportamento dell'Inps ci ha pensato il Tribunale di Roma: era prassi, infatti, per l'istituto trattenere forzatamente dalla pensione le cifre versate in eccesso. A volte si trattava di somme effettivamente impercettibili, delle quale il pensionato nemmeno si accorgeva. Altre volte erano di tutto rispetto e potevano variare da un 2-3mila euro fino a sfondare il tetto dei 10mila euro.

Inps, un'importante vittoria per i pensionati!

Senza dubbio questa risulta essere un'importante vittoria per quanti ogni mese percepiscano la pensione. Ad annunciare la sentenza ci ha pensato Laila Perciballi, Movimento Consumatori – Roma Capitale, che, attraverso una nota, ha reso pubblico il caso specifico dal quale è poi scaturita la sentenza. Il caso preso in esame è quello che riguarda un pensionato invalido, che non dovrà restituire all'Inps nemmeno un centesimo.

In che cosa consiste l'errore dell'Inps? Il Giudice avrebbe deciso di annullare la richiesta avanzata dall'istituto relativamente ad un accredito, effettuato nei confronti dell'anziano, di un importo pari a 51mila euro. Nel corso del tempo l'Inps aveva commesso tutta una serie di errori, arrivando a versare al pensionato una cifra più alta del dovuto. Mese dopo mese, la pensione accreditata era più alta di quanto dovesse essere fino a far maturare un credito di 51mila euro da parte dell'Inps nei confronti del pensionato. Una cifra davvero enorme.

In buona fede, il pensionato ogni mese ha provveduto a ritirare la propria pensione. L'anziano era completamente ignaro dell'errore commesso dall'Inps e riteneva di incassare l'importo corretto. Ha quindi provveduto ad utilizzare tutte le somme ricevute per coprire i fabbisogni primari (bollette, farmaci e la spesa quotidiana). Nel momento in cui l'Inps si è accorto dell'errore commesso ha cercato di porvi rimedio. In molti casi, ricordiamolo, l'Istituo provvede ad inviare una lettera ai pensionati, chiedendo loro di restituire la somma versata per errore. A volte la richiesta arriva con molti anni di ritardo.

La pensione non si tocca, lo dice la sentenza!

Ma torniamo alla nostra sentenza, con la quale l'Inps è stata affondata. Il Giudice avrebbe deciso di richiamare gli stessi principi emessi dalla Corte di Cassazione in una pronuncia che risale al 2018. Secondo quanto riferisce il Movimento dei Consumatori, si deve necessariamente escludere che 

il pagamento sia addebitabile ad una condotta fraudolenta o in malafede del pensionato trattandosi di errore imputabile esclusivamente all'istituto e conseguentemente di indebito sanabile. Nulla pertanto deve restituire il ricorrente all'Inps.

A questo punto il consiglio che arriva dal Movimento dei Consumatori è abbastanza evidente e palese: è necessario che i pensionati diano un'occhiata alla propria pensione e controllino se siano presenti delle trattenute. Nel caso in cui queste siano presente è necessario verificarne la legittimità, dato che potrebbe trattarsi di denaro che non si deve restituire. E' importante poi tenere bene a mente la data del 10 dicembre: per quel giorno è stata fissata la scadenza - per quanti vi abbiano aderito - della rottamazione ter. Sarà quindi necessario saldare tutti i ratei scaduti, anche se la crisi sanitaria non è terminata.

Le pensioni finiscono davanti al giudice!

Ultimamente succede molto di frequente. Le pensioni finiscono davanti ai giudici e a guadagnarci sono i pensionati. Ricordiamo la recente sentenza n. 152 del 23 giugno 2020 della Corte Costituzionale, con la quale si era stabilito che la somma erogata dall'Inps per le pensioni di invalidità era troppo bassa e non permetteva di condurre una vita dignitosa a quanti fosserro affetti da un'invalidità civile.

Anche in questo caso l'Inps ha dovuto mettere mano al portafoglio ed attraverso la circolare n. 107 del 23 settembre 2020 ha fornito i dettagli di quanti avessero diritto all'aumento e l'importo definitivo che verrà erogato. Sono sempre magre consolazioni - economicamente parlando - per i pensionati. Ma, per fortuna, le sentenze sono favoreli a loro.