In linea con la buona intonazione mostrata oggi dall'interno settore bancario, anche Intesa Sanpaolo e Ubi Banca oggi hanno guadagnato terreno, riuscendo a fare meglio del Ftse Mib.

Intesa Sanpaolo e Ubi Banca salgono a braccetto

Intesa Sanpaolo dopo aver perso un punto e mezzo percentuale venerdì scorso ha guadagnato oggi il 2,53% a 1,702 euro, con oltre 110 milioni di azioni scambiate, al di sotto della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 155 imlioni di pezzi.

Simile l'andamento di Ubi Banca che dopo il calo inferiore all'1% segnato prima del week-end, oggi è salito del 2,63% a 2,925 euro, con circa 5,5 milioni di azioni transitate sul mercato a fine giornata, rispetto alla media mensile di 7,1 milioni di pezzi.

Intesa Sanpaolo e Ubi Banca oggi sono finiti oggi sotto i riflettori di Equita SIM, i cui analisti hanno evidenziato in una nota  principali spunti contenuti nel documento di offerta relativo all’OPS su UBI.

Intesa Sanpaolo: spunti nel documento di offerta OPS Ubi Banca

L’offerta sul mercato sarà lanciata il 6 luglio per concludersi, salvo proroghe, il 28 luglio (compresi).
Il risultato dell’offerta sarà comunicato prima della data di pagamento del corrispettivo che sarà il 3 agosto: 17 azioni Intesa Sanpaolo ogni 10 Ubi Banca portate in adesione.

In caso di successo dell’offerta, Intesa Sanpaolo intende procedere alle operazioni strategiche annunciate, quali il derisking di Ubi Banca, con la cessione di 4 miliardi di euro di NPE a valori di libro alla data della cessione, da realizzare nel 2021.

Prevista inoltre la cessione degli sportelli a Bper Banca e quella del ramo d’azienda relativo al business bancassurance a Unipol, indipendentemente dall’eventuale fusione di Ubi Banca in Intesa Sanpaolo.

Intesa Sanpaolo: ci sarà fusione con Ubi Banca?

La banca guidata da Messina, al momento, non ha ancora preso alcuna decisione in merito alla fusione di Ubi Banca post operazione, che rimane però un obiettivo dell’offerta.

L’eventuale fusione con Ubi Banca è prevista plausibilmente non prima del 2021 e l'operazione non determinerà l’insorgere del diritto di recesso per gli azionisti Ubi Banca e il concambio di fusione non incorporerà alcun premio.

Secondo gli analisti di Equita SIM è ragionevole quindi ipotizzare che le condizioni di un’eventuale fusione fra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca risulteranno decisamente meno favorevoli rispetto a quanto previsto dai termini dell’OPS, che evidentemente incorpora un premio per il controllo.

Intesa Sanpaolo non effettuerà acquisti di titoli Ubi Banca sul mercato nei 12 mesi successivi al completamento dell’OPS.

Anche senza fusione, Intesa Sanpaolo prevede di raggiungere l’87% del target di sinergie annunciato in caso di fusione, pari a 662 milioni di euro pre-tasse nel 2023, di cui 506 milioni da costo e 156 milioni da ricavo, e a 700 milioni pre-tasse a regime per anno a decorrere dal 2024, di cui 545 milioni da costo, che in caso di mancata fusione diventerebbero pari a 573 milioni pre-tasse nel 2023 e a 611 milioni pre-tasse a regime per anno a decorrere dal 2024.

Intesa Sanpaolo: focus su accordo con Bper Banca

L’accordo con Bper Banca prevede la cessione, come noto, di 532 filiali, di cui 31 fanno capo a Intesa Sanpaolo.

Quest'ultima potrebbe inoltre cedere altri 17 sportelli di Ubi Banca, in aree in cui non sono presenti sportelli oggetto di cessione a Bper Banca, nel caso in cui venissero rilevate ulteriori e inattese criticità da parte dell’antitrust.

Infine, in base ai prezzi di mercato del 19 giugno, il corrispettivo per gli sportelli ceduti a Bper Banca è di circa 660 milioni di euro.

Immutata la strategia di Equita SIM che su Intesa Sanpaolo ribadisce la raccomandazione "buy", con un prezzo obiettivo a 2,2 euro, mentre per Ubi Banca il rating è "hold", con un target price a 2,3 euro.