Molti lettori hanno chiesto maggiori informazioni sulla possibilità di richiedere l’invalidità civile per le patologie legate al malfunzionamento della tiroide e, sulle agevolazioni fiscali previste per le malattie legate alla ghiandola alla base del collo.  Si tratta, di un argomento che accomuna numerose persone, poiché è una patologia molto diffusa. Di conseguenza le domande sull’argomento sono molteplici. 

I disturbi della tiroide sono diversi e non tutti danno diritto al riconoscimento di specifici benefici. Solo quando la patologia è invalidante al punto da pregiudicare la capacità produttiva del paziente, si può ottenere la percentuale di invalidità civile e l’accesso a diverse agevolazioni previste dalla normativa. 

Ecco perché, in questo articolo cercheremo di focalizzare l’attenzione sui disturbi legati alle malattie della tiroide che danno diritto alle agevolazioni fiscali, cercando di rispondere alle domande dei lettori, quali: Come richiedere l’invalidità civile con la malattia della tiroide? Con il malfunzionamento della tiroide si può richiedere la pensione? Come richiedere l’esenzione del ticket per tiroide? Quando la percentuale di invalidità per disturbo tiroideo da diritto all’accompagnamento? Con il riconoscimento dell’invalidità tiroideo si possono richiedere i permessi retributivi Legge 104?  

Invalidità civile INPS: quali sono le patologie e i disturbi che danno diritto alle agevolazioni? 

La Legge n. 118 del 39 marzo 1971 stabilisce che l’invalidità civile venga riconosciuta al soggetto in presenza di un handicap grave e invalidante. Ora, questo fa presagire che i soggetti con disturbi legati alla tiroide invalidanti possono acquisire il diritto al riconoscimento dell’invalidità.  

In poche parole, viene riconosciuta l’invalidità civile per i disturbi legati alle patologie della tiroide, quando la malattia produce effetti tali da limitare l’attività lavorativa del paziente. Può capitare, infatti che la funzione della ghiandola produca uno squilibrio tiroideo permanente, ossia un’invalidità grave. Non tutti (forse) sanno che in questi casi è possibile richiedere l’invalidità civile per patologia di neoplasie attraverso il codice 9322. 

Chi soffre di disturbi della tiroide può richiedere l’esenzione del ticket oltre all’invalidità civile?

I malati di tiroide possono presentare la richiesta al SSN (Sistema Sanitario Nazionale), per ottenere l’esonero del pagamento del ticket. Non tutti (forse) sanno che i disturbi tiroidei hanno diritto all’esenzione attraverso il codice 056, senza necessariamente tener conto delle percentuali di invalidità riconosciute dall’INPS. Ciò significa che in presenza di questo codice, i pazienti saranno esenti dal versamento del ticket per una serie di esami, tra cui: 

  • esecuzione di prelievo ematico venoso;
  • indagine diagnostica non invasiva come può essere l’ecografia di testa e collo;
  • esame emocromocitometrico;
  • esame per determinare la quantità di tiroxina libera;
  • esame di alanina aminotransferasi, ossia l’enzima presente nel fegato e così via. 

Invalidità civile: quali patologie danno diritto alle percentuali INPS?

L’invalidità civile viene riconosciuta in base a criteri espressi in percentuali. In sostanza, per ogni percentuale viene individuata il beneficio a cui il paziente può accedere. Per ottenere l’invalidità civile è necessario il riconoscimento di una percentuale che si attesti al di sopra del 33%. Questo perché ogni percentuale da diritto alle agevolazioni previste dalla legge. Alla malattia tiroidea, infatti, vengono riconosciute tre patologie rilevanti, attraverso cui è possibile accedere al riconoscimento dell’invalidità, quali: 

  • patologia di iperparatiroidismo primario viene riconosciuta un’invalidità al 50%;
  • per la malattia di iperparatiroidismo viene attribuita una percentuale di invalidità civile che oscilla tra il 91% fino a toccare la soglia massima del 100%;
  • pazienti che soffrono di una forma grave di ipotiroidismo viene riconosciuta una percentuale di invalidità civile al 100%.

Per i disturbi alla tiroide si ha diritto al riconoscimento dell’invalidità civile? Non viene attribuita a tutti i pazienti che soffrono di patologie legate alla tiroide, ma viene riconosciuta nei casi gravi e invalidanti. È bene capire che la patologia si basa sull’analisi individuale. Ecco perché è importante ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile rivolgersi a medici specializzati per una diagnosi completa e corretta. Il certificato dell’invalidità viene riconosciuto dalla commissione medica predisposta dall’INPS. 

Per i disturbi della tiroide si può ottenere un assegno d’indennità dall’INPS?

La risposta in questo caso è sì. Non è corretto chiamarlo “Bonus tiroide”, ma piuttosto si tratta di un assegno rilasciato dall’INPS sotto forma di indennità riconosciuta in seguito alla patologia riscontrata. 

Quale importo viene riconosciuto per l’indennità tiroide? L’INPS, riconosce per una percentuale di oltre il 74% un’indennità del valore massimo di 550 euro.  

Invalidità civile: quali patologie della tiroide danno diritto all’assegno dell’indennità?

In presenza di patologie della tiroide invalidanti, così come previsto dalla Legge quadro 104, per richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile è necessario presentare un’apposita istanza all’INPS. Nella prassi generale, il paziente deve presentare il certificato medico online attraverso il portale dell’INPS. Il primo passo porta alla richiesta del medico curante con l’indicazione dell’esatta patologia della tiroide grave e invalidante, quali: 

  • tumori della tiroide;
  • aumento di volume della tiroide, ossi il gozzo;
  • patologia di ipotiroidismo;
  • patologia di ipertiroidismo.

La domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile per patologia tiroide comincia quando il medico inserisce tutti i dati del paziente, ottiene un numero di protocollo riconducibile al certificato del medico di base. Il paziente può presentare la domanda di invalidità all’INPS attraverso vari canali, quali:

  • attraverso il sito web INPS, ossia direttamente online dal portale dell’Istituto;
  • contattando il Contact Center al numero 803 164 (in forma gratuita) e al numero di rete a pagamento 06 164 164 (in base alla tariffa del proprio operatore);
  • attraverso i servizi di un Caf o Patronato.

Dopo 30 giorni (circa) dalla data d'invio dell’istanza, l’INPS annuncia al paziente la data, giorno e l’ora prevista per la visita medica. La Commissione medica effettua tutti gli accertamenti sanitari determina la diagnosi e attribuisce la percentuale di invalidità civile riconosciuta al paziente. In pratica, è la Commissione che rilascia la percentuale di invalidità, attraverso la quale il paziente potrà fruire delle agevolazioni e indennità. 

Invalidità civile e legge 104: quali disturbi tiroidei rientrano nei permessi?

La Commissione medica rilascia il riconoscimento dell’invalidità civile, che in base alla percentuale attribuita da diritto anche ai permessi previsti per la Legge 104. I lavoratori a cui viene riconosciuta la Legge 104 possono fruire di riposi orari giornalieri (1 o 2 ore), o possono usufruire di 3 giorni di permessi mensili (divisi in ore). 

Quando si può richiedere l’indennità di accompagnamento per i disturbi della tiroide?

Nel caso in cui al paziente viene riconosciuta un’invalidità civile al 100%, ossia viene attribuita una percentuale di invalidità totale e, si trova nella condizione prevista dalla normativa riconducibile all’impossibilità di deambulazione. In questo caso, si può richiedere l’indennità di accompagnamento, ma anche la pensione di inabilità. 

Diversi lettori hanno chiesto maggiori informazioni sull'invalidità per emicranie o cefalee, a cui segue una risposta nel seguente articolo:Legge 104: emicranie o cefalee come ottenere i permessi