Abbiamo sentito più volte, in queste settimane, in questi giorni, giornali e tv parlare di questa liquidità che l'emergenza ha fatto sì che si accumulasse sui conti correnti. L'emergenza pandemica ha tenuto le persone chiuse in casa, cambiando completamente il concetto di spesa e di utilizzo dei risparmi.

E' di ogni evidenza, anche empirica, che le persone si siano rivolte alla Rete e, quindi, agli acquisti online, e che abbiano continuato a comprare, a volte anche esagerando (lievito che non si trovava neanche a pagarlo oro), i beni di prima necessità. Ma hanno ovviamente smesso di comprare nei negozi tradizionali, e questo ha fatto aumentare una predisposizione già naturale dell'italiano medio al risparmio

La conseguenza è stato un aumento molto più veloce e vertiginoso dei risparmi, la liquidità appunto, sul conto corrente di una persona, o di una famiglia, media. Siamo ormai ad oltre 1.700 miliardi di euro, una cifra superiore al PIL che il Paese produrrà quest'anno, inutilizzati e fermi in banca. E che questo fatto sia decisamente negativo lo abbiamo evidenziato bene in questo articolo.

Quindi cosa fare di questa montagna di liquidità, di questa massa enorme di denaro, in un momento come questo, ancora segnato dall'emergenza pandemica, ma che si avvia ad una risoluzione grazie ai vaccini che vengono autorizzati in questi giorni dai vari enti regolatori? Vediamo di capirlo.

Perché si risparmia così tanto, e perché è dannoso?

L'aumento del risparmio è abbastanza normale.

In tempi di difficoltà o di crisi si tende a spendere meno e a risparmiare di più.

Quello che un po' meno normale è accumulare tanti soldi sul conto corrente. Questa cosa è dettata parecchio dalla paura, cioè dalla scarsa informazione.

La dove aumentano i rischi aumentano anche le opportunità. Lasciare tanti soldi sul conto corrente significa perdere valore rispetto al costo della vita, perché l'inflazione, come abbiamo spiegato diffusamente nell'articolo riportato sopra, brucia il valore del denaro immobilizzato come liquidità.

In questo momento esistono investimenti sicuri che a dodici mesi garantiscono rendimenti che sono attorno all'1,25%, e quindi sarebbe bene, appunto, approfittare di questa opportunità anziché vivere con la paura e lasciare i soldi sul conto corrente a zero. E questo è ancora più vero poiché si sta parlando sempre più spesso di una patrimoniale.

Questa del risparmio è una tendenza generalizzata ormai in tutta Italia, ripetiamo più dettata dalla paura che dalla prudenza, perché lasciare i soldi sul conto come parcheggio in attesa di un'opportunità è una cosa giusta e saggia, ma stare fermi per paura non fa cogliere queste opportunità, e si perdono soldi (sempre l'inflazione...).

Sappiamo che è il costo della vita reale  stimato è attorno al 3%. Quindi, lasciando i soldi sul conto corrente come scelta, fa perdere ogni anno in costo della vita un 3%. Perciò sarebbe bene informarsi proprio per bilanciare il costo della vita, che inesorabilmente erode i risparmi inattivi.

Il punto sugli investimenti

E' bene fare chiarezza e dare informazioni basate sulla realtà. Oggi troviamo gli indici azionari americani e giapponesi, per parlare delle economie più importanti, che hanno superato i record massimi di sempre. Il Dow Jones ha superato i 30mila punti. Lo stesso S&P500 è su record storici. 

Ma dall'altra parte abbiamo invece, sia in America, che in tutti i Paesi occidentali, delle vere e proprie aziende zombie, cioè aziende che sono già fallite, non in semplice difficoltà, ma che rimangono in piedi, sono attive, grazie ai sussidi che vengono dati dai governi e dalle banche centrali.

Questa è una è una dicotomia che andrebbe analizzata. Perché ci sono Borse che sono ai massimi storici in un momento di grande difficoltà economica come questo, contemporaneamente ad aziende in difficoltà? C'è un forte aumento della disoccupazione, e sappiamo come i governi siano costretti a mettere in campo misure eccezionali, misure che, come appena accennato, vengono sostenute dalle banche centrali, che si vedono costrette a sostenerle stampando carta.

Questa carta, che sono soldi veri, non solo numeri sullo schermo di un computer, viene presa ed utilizzata. Oggi che i tassi sono negativi, oramai da molto tempo (17 trilioni di debito mondiale su 80 sono a tassi negativi), questo denaro dato a costo zero viene preso dagli speculatori per fare soldi con i soldi. E quindi si stanno gonfiando i mercati azionari.

Perciò è bene essere più realisti del re. Chi ha investimenti azionari, anche nel breve, sappia che i titoli azionari continueranno a salire per effetto di questa enorme liquidità che viene immessa sul mercato. E' quindi bene fare attenzione, perché è indubbio che si stiano creando delle bolle speculative (Tesla, per esempio, è un caso esemplare) e quindi è bene non rimanere col cerino in mano. Potrebbe valere la pena rivolgersi (anche) ad altro.

Le criticità delle obbligazioni e di lasciare il proprio patrimonio in liquidità

Abbiamo detto che il patrimonio lasciato sul conto corrente viene eroso pian piano dall'inflazione. Quella ufficiale è piuttosto bassa, quella reale c'è ed è percepita, ed è quella che intacca i risparmi inattivi.

Dall'altra parte abbiamo questa situazione creata dalle banche centrali in supporto dei governi, che tendono a tenere i tassi a zero, o addirittura sotto zero, situazione che fa sì che il risparmiatore che è abituato ad avere un rendimento certo dei titoli di Stato oggi non lo trova più.

Oggi i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 3 anni per la prima volta nella storia hanno cedola zero, o addirittura sotto zero. Chi investe in un titolo di stato italiano fino a 3 anni non prende assolutamente nessun interesse. Anzi, in certi casi si trova un rendimento negativo, cioè meno soldi di quelli che ha investito.

E' chiaramente una situazione che non durerà in eterno, ed è una situazione creata artificialmente. Prima o poi l'Italia tornerà a pagare un interesse più alto sul proprio debito pubblico, però nel breve bisogna fare una pianificazione accurata, quindi non andare a caso e, soprattutto, non farsi allettare dalle offerte del momento di banche e simili.

Si registra, infatti, in questo momento di mercato alle stelle, un'offerta quasi mai vista prima di prodotti ad alto rischio per l'investitore, ma ad alta remunerazione per le banche, di cui l'investitore non è ovviamente informato, mentre sarebbe bene che lo fosse. E per farlo può solo educarsi finanziariamente, come abbiamo spiegato diffusamente in quest'altro articolo.

Fare una corretta pianificazione e vedere effettivamente quali siano le proprie esigenze è la cosa più corretta da fare. E questa cosa riguarda sia i risparmiatori che le aziende, che si troveranno, quando scadrà il blocco dei licenziamenti, ad affrontare una situazione che potrebbe essere drammatica.

Cosa fare in questo momento?

Il consiglio è sicuramente quello di togliere rischio dai portafogli. Il che non vuol dire lasciare i soldi sul conto corrente, ma invece andare a pianificare in modo corretto come investire per cogliere quelle opportunità precedentemente accennate.

Oggi ci sono investimenti senza alcun rischio, anzi, in alcuni casi proprio a capitale garantito (sono conti deposito), che a 12 mesi rendono bene. Molti questi investimenti non li conoscono perché le banche e le SGR non li propongono, anzi.

Al contrario, come accennato prima, siamo in un momento dove, giocando sull'avidità dell'investitore, che è bombardato da record quasi quotidiani della Borsa senza spiegarne i motivi,  in questa fase ci sono proposte di aumentare il rischio anziché di calarlo, mentre va fatto esattamente il contrario per i motivi delineati finora.

L'emergenza insegna che pianificare costantemente in merito ai propri risparmi paga. Bisogna imparare a pianificare per tempo andando a prevedere quello che può succedere. Lo diceva anche Pericle:

noi non possiamo prevedere il futuro però ci possiamo preparare ad esso.

Sono sicuramente parole sagge, che vanno messe in pratica.

Come posizionarsi sui mercati?

Al di là dei conti deposito a cui si accennava prima, ed ai titoli protetti contro l'inflazione come possono essere i BTP Italia o i TIPS americani, un'accorta diversificazione aiuterà a proteggersi da una volatilità destinata ad aumentare quando le banche centrali ritireranno i loro aiuti, cosa che accadrà sul finire del 2021, inizio del 2022.

In accordo alla riduzione del rischio di cui parlavamo prima, un portafoglio protetto avrà meno azioni che obbligazioni, e le azioni dovranno essere quanto più diversificate possibile, quindi un ETF sull'MSCI World come il Lyxor Core MSCI World (DR) UCITS ETF - Acc, con un costo annuale di solo lo 0,12%, potrebbe essere la giusta scelta. 

Per la parte obbligazionaria, si può andare sui bond USA a lungo termine (7-10 anni) dell'iShares USD Treasury Bond 7-10yr UCITS ETF EUR (Dist), che ha avuto un ottimo +7,79% annuo finora, ed ha un costo di un mero 01,10. Ed anche sul Lyxor Euro Corporate Bond UCITS ETF - Acc, puntando sulla maggior redditività che avranno le aziende europee quando la crisi si starà risolvendo e la produzione sul Vecchio continente ripartirà con forza.

Infine, controintuitivamente, il mondo avrà bisogno di consumare materie prime per tornare a crescere. Un ETF a largo spettro su questo settore come l'UBS ETFs (IE) Bloomberg Commodity CMCI SF UCITS ETF (hedged to EUR) A-acc potrebbe fare al caso giusto se si crede a questa strategia.