Catherine McCabe, Analyst Responsible Investment, e Alice Evans, Co-Head of Responsible Investment di BMO Global Asset Management, spiega che il crescente livello di interesse degli investitori per la resistenza antimicrobica e un maggiore riconoscimento su quanto sia necessario generare più consapevolezza su questo reale problema sono elementi molto incoraggianti. Sebbene la resistenza antimicrobica sia una sfida importante, esistono chiari percorsi per ridurne lo sviluppo e la diffusione e, secondo Catherine McCabe e Alice Evans, l'impegno degli investitori può essere una potente forza per un cambiamento positivo.

La resistenza antimicrobica è un fenomeno naturale in cui i microrganismi sviluppano una resistenza agli agenti antimicrobici. Tuttavia, essa viene accelerata da una cattiva gestione degli antibiotici nella sanità e nell'agricoltura: gli organismi patogeni resistenti agli antimicrobici possono diffondersi tra le persone e gli animali e da persona a persona. Di conseguenza, un numero crescente di comuni infezioni batteriche - comprese le infezioni delle vie urinarie, la gonorrea, la tubercolosi e la polmonite - stanno diventando sempre più difficili da curare.

L’incremento dell’immunità agli antibiotici potrebbe portare il numero di decessi per infezioni resistenti ai farmaci da circa 700.000 a 10 milioni entro il 2050, riducendo potenzialmente il PIL globale del 2-3,5%1. Inoltre, operazioni di routine, come gli interventi di protesi dell'anca, potrebbero diventare procedure ad alto rischio. In breve, la resistenza antimicrobica rappresenta un rischio importante per la salute pubblica e per l'economia globale.