Wall Street ha poi chiuso poco distante dai minimi di  seduta, un disastroso -2.8% dell'S&P 500 che rende bene l'idea dello smarrimento che la  brusca mossa di Powell ha  - in quel momento -  causato nel mercato.

Sentimentrader.com ha fatto una ricerca più approfondita della mia, e ha rilevato che questo è il nono  taglio intrameeting operato  dal FOMC negli ultimi 25 anni. Gli 8 precedenti sono avvenuti nel '98, 2001 e 2007/8.

La performance media dell'S&P dopo questi "emergency cuts" è  stata positiva entro i primi 2 mesi, per  diventare progressivamente negativa in seguito. In altre parole, il  sollievo è stato , nella maggior parte dei casi, effimero. Il fatto è  che la  maggioranza dei movimenti fuori meeting è avvenuta prima o durante una recessione.  Non a caso, il vero outliyer è costituito dal '98, unico taglio che ha avuto  successo nel rinviare la  fine del  ciclo.

Agganciandomi a questo ragionamento, ripropongo un grafico  che avevo elaborato a fine 2018 per mostrare che, storicamente, i cicli di rialzo FED (aree rosse) non avevano un impatto negativo su Wall Street, e successivamente ripreso a giugno scorso per illustrare la  differenza tra "insurance cuts" e veri e propri cicli di taglio dei tassi (aree azzurre).

Il  ragionamento fatto ai tempi era che tagli di entità modesta (75 bps nel '95 e nel '98) avevano ottenuto lo scopo, e non avevano disturbato l'azionario. Quando si era andati oltre, era perchè la  Fed aveva dovuto affrontare una recessione, e relativo bear market.