Cambia la tassazione sulle auto aziendali, con aumenti della base imponibile ai fini IRPEF per i veicoli più inquinanti e sgravi per quelli ecologici (elettrici e ibridi).

Le auto aziendali meno inquinanti riducono la tassazine sui redditi di lavoro dipendente: questo in relazione ai contratti stipulati a far data dal 1 luglio 2020. Per i contratti invece stipulati in data antecedente, invece, continueranno ad applicarsi le regole in vigore al 30 giugno 2020.

Per effetto della Legge di Bilancio 2020, a partire dal 1 luglio 2020 ci sarà una rimodulazione del fringe benefit sui veicoli aziendali concessi in uso promiscuo (cioè sia per uso lavorativo che personale) ai dipendenti e agli amministratori di società in base ai livelli di emissioni CO2 dell’auto considerati nelle nuove tabelle ACI. Nessuna modifica, invece, in merito alla deducibilità per le aziende.

Il provvedimento riguarda la determinazione della base imponibiel IRPEF per il lavoratore dipendnete che si vede asseganata un'auto "aziendale" per uso promisuco, ossia per uso personale e lavorativo. L'impianto fiscale al 31 dicembre 2019 prevedeva che la determinazione della base imponibile veniva conteggiata sul 30% di una percorrenza media annua di 15.000 KM moltipli per le tariffe ACI corrispondenti alla marca e modello dell'auto.

Come funziona il fringe benefit e su chi graverà l’aumento della tassa auto aziendale? Le modifiche della tassazione si applicano a partire dalla data di ordine o di consegna del veicolo? Ecco le cose da sapere.

Auto aziendali in fringe benefit

La concessione dell’autovettura aziendale in uso promiscuo è un fringe benefit soggetto a tassazione così come previsto dall’art 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi - DPR 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni)

Il reddito da lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro…..

Il comma 4 dello stesso art.51 del TUIR stabilisce le modalità di calcolo della tassazione:

a)Per gli autoveicoli indicati nell'articolo 54, comma 1, lettere a), c) e m) del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, i motocicli ed i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume il 30% dell'importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 Km calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l'Automobile Club d'Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle Finanze (ora Agenzia delle Entrate) che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo di imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente…..

Tassazione auto aziendali: cosa cambia dal 1° luglio 2020

I commi 632 e 633 della Legge di Bilancio 2020 hanno modificato l’articolo 51 comma 4 del TUIR e recitano come segue:

Comma 632. All’articolo 51, comma 4, del TUIR la lettera a) è sostituita dalla seguente:

a) per gli autoveicoli indicati nell’articolo 54, comma 1, lettere a), c) e m), del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, i motocicli e i ciclomotori di nuova immatricolazione, con valori di emissione di anidride carbonica non superiori a grammi 60 per chilometro (g/km di CO2), concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020, si assume il 25 per cento dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile Club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d’imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente. La predetta percentuale è elevata al 30 per cento per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 60 g/km ma non a 160 g/km. Qualora i valori di emissione dei suindicati veicoli siano superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km, la predetta percentuale è elevata al 40 per cento per l’anno 2020 e al 50 per cento a decorrere dall’anno 2021. Per i veicoli con valori di emissione di anidride carbonica superiori a 190 g/km, la predetta percentuale è pari al 50 per cento per l’anno 2020 e al 60 per cento a decorrere dall’anno 2021.

Comma 633. Resta ferma l’applicazione della disciplina dettata dall’articolo 51, comma 4, lettera a), del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo vigente al 31 dicembre 2019, per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati entro il 30 giugno 2020.

Con la rimodulazione della tassazione sulle vetture aziendali, approvata con la Legge di Bilancio 2020, il fringe benefit si calcola sempre facendo riferimento a una percorrenza convenzionale di 15.000 km l’anno, ma il costo chilometrico di ogni auto aziendale terrà conto anche delle emissioni inquinanti.

Per le auto meno inquinanti, con emissioni non superiori a 60g/Km la soglia da tassare passerà dal 30 al 25% per percorrenze medie di 15 mila km l’anno. A essere penalizzate saranno quindi le auto più inquinanti, mentre verranno premiati mezzi ibridi ed elettrici.

L’aumento, per i veicoli che inquinano di più, sarà graduale. Per le auto con emissioni oltre i 60 ma inferiori a 160g/Km non cambierà nulla. Per le auto con emissioni più alte invece la tassazione sarà del 40% per le atuto con emissione di CO2 tra 160 e 190 e del 50% per emissioni superiori a 190g/Km. Tali percentuali aumenteranno nel 2021 rispettivamente al 50 e 60 percento. 

Auto aziendali immatricolate dopo il 1° gennaio 2020

Le auto aziendali concesse al dipendente con contratto stipulato a decorrere dal 1° luglio 2020 sono soggette alle nuove disposizioni in materia di tassazione sul reddito del dipendente.

Ciò significa che per tutte le auto aziendali concesse ai dipendenti fino al 30 giugno 2020 valgono le regole precedenti (qualsiasi contratto prima del 1 luglio usufruisce di un fringe benefit del 30% a prescindere dal livello di emissioni di CO2 del veicolo).

Resta da sciogliere il nodo sulla data di riferimento per l’applicazione della nuova normativa. Non è infatti chiaro se il 1 luglio deve avvenire l’ordine, la consegna del veicolo oppure la firma del contratto.

Nello specifico, la rimodulazione della tassazione sarà come segue:

  • - 25% della tassa sulle vetture con emissioni
  • - 30% della tassa sulle vetture con emissioni 60 g/km < 160 g/km
  • + 40% nel 2020 e + 50% dal 2021 della tassa sulle vetture con emissioni 160g/km < 190 g/km
  • + 50% nel 2020 e + 60% dal 2021 della tassa sulle vetture con emissioni > 190 g/km

Ad esempio per una Skoda Octavia 1.5 benzina TSI da 150 CV, il fringe benefit, come imponibile su cui calcolare l'IRPEF, può andare da 2.090 euro per emissioni non superiori a 60g/Km a 4.181 euro annui per la versione più inquinante (oltre 190 g/Km). 

Il beneficio IRPEF delle auto aziendali più green

In considerazione di quanto appena scritto, il reddito derivante dall'utilizzo per uo promiscuo di auto, motocicli e ciclomotori di nuova immatricolazione a partire dal 1 luglio 2020, concorrerà per il 25% della percorrenza convenzionale di 15.000 Km annui, qualora i valori di emissione siano non superiori a 60g/Km. Mentre il reddito derivante dagli stessi mezzi ad uso promiscuo ma con emissioni maggiori concorrerà fino al 50% del valore calcolato secondo le tabelle ACI.

La deducibilità dei costi 

Rimangono invariate, invece, le percentuali di «deducibilità dei costi sostenuti per i veicoli aziendali».

In particolare, la deduzione dei costi effettivi sostenuti per l’autovettura (come ad esempio gli ammortamenti, il carburante e le manutenzioni), concessa in uso promiscuo per la maggior parte del periodo d’imposta ad un dipendente, è del 70% (e non del 100% fino a concorrenza del fringe benefit tassato e del 70% per l’eccedenza, per la circolare 18 giugno 2008, n. 47/E, risposta 5.1, in contrasto con la circolare dell’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti 12 maggio 2008, n. 1/IR). Fino al 2012 era del 90% (periodo d’imposta in corso al 18 luglio 2012) e fino al 2006 (periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 27 giugno 2007) l’intero importo tassato come fringe benefit era deducibile (articolo 164, comma 1, lettera b-bis, Tuir).

In caso di assegnazione all’amministratore, invece, la deduzione dei costi è del 100%, nel limite del fringe benefit tassato (il quale è al netto dell’eventuale rimborso pagato dall’amministratore, comprensivo dell’Iva, circolare 23 dicembre 1997, n. 326/E, paragrafo 2.3.2.1 e risoluzione 7 marzo 2000, n. 25/E), mentre l’eccedenza è deducibile al 20% (circolari 10 febbraio 1998, n. 48/E, paragrafo 2.1.2.1 e 13 febbraio 1997, n. 37/E).