Importanti novità per i titolari di Partita Iva: l'Irpef sarà calcolata per cassa, non importa se sia in regime agevolato e semplificato o meno. Ad essere coinvolti in questa importante novità saranno qualcosa come quattro milioni di contribuenti in un primo periodo. Poi la platea si dovrebbe ampliare e dovrebbero arrivare anche altre importanti novità, come la cancellazione degli ammortamenti sostituiti con la deducibilità completa dei beni strumentali e la dichiarazione precompilata Iva.

Cambio di passo per i possessori di partita Iva e dei loro rapporti con il pagamento dell'Irpef. Ad anticipare i cambiamenti che a breve potrebbero arrivare ci ha pensato Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell'Agenzia delle Entrate, che ha voluto tracciare quello che dovrebbe essere la riforma fiscale: un progetto che ha la necessità di rispettare i requisiti per poter ottenere il via libera dell'Europa sul recovery fund.

Partita Iva ed Irpef: tutti i cambiamenti che arriveranno!

Ernesto Maria Ruffini spiega come più volte sia stato messo in evidenza che le risorse del recovery fund non possano essere utilizzate per ridurre il carico fiscale dei contribuenti. Potranno, invece, essere ampiamente utilizzate per portare a termine della altre riforme. La proposta di ridisegnare il prelievo dell'Irpef per quanti siano titolari di una partita Iva potrebbe essere il salvacondotto per poter superare l'esame di Bruxelles. Il nuovo calendario dei versamenti Irpef potra essere allineato alle scadenze che già esistono per le imposte indirette.

Ruffini ha illustrato la proposta della propria riforma fiscale alla commissione finanze presieduta da Luigi Marattin, che ricordiamo milita nelle file di Italia Viva. Il primo punto della riforma riguarderebbe l'abrogazione del criterio di competenza e la deducibilità totale ed immediata degli investimenti in beni strumentali. Verrebbero, quindi, cancellati gli ammortamenti (alcune plus e minusvalenze; proventi immobiliari; alcune sopravvenienze attive e passive; spese di manutenzione; spese di impianto e altre spese pluriennali; accantonamenti ai fondi di quiescenza e previdenza). Ruffini ha poi proposto l'introduzione di un sistema di liquidazione periodica mensile o trimestrale delle imposte sui redditi agganciato all'andamento della cassa, effettuando le possibili compensazioni in automatico.

Partita Iva, Irpef e conto corrente: i nuovi obblighi!

Un ruolo molto importante dovrebbe arrivare ad averlo il conto corrente che il titolare della partita Iva dovrà comunicare all'Agenzia delle Entrate: questo permetterrà l'addebito diretto delle somme dovute al fisco, tra le quali anche l'Irpef, ma che servirà anche per accreditare i rimborsi o le eventuali compensazioni con le imposte dovute nel primo periodo successivo utile. Dovrebbe, poi, essere abolito l'acconto di giugno e di novembre e la ritenuta d'acconto per i professionisti. Comunque vada, secondo Ruffini, per l'Irpef non si dovrebbe passare a dodici nuovi prelievi annuali al posto dei tre esistenti, tra acconti e saldi. Lo scopo sarebbe quello di passare, per i titolari di partita Iva, alla tassazione nel momento in cui si incassa effettivamente e al netto di quanto si spende per svolgere la propria attività, favorendo così gli investimenti in beni strumentali, i cui costi potrebbero essere subito dedotti dal proprio reddito.

L'Agenzia - ha spiegato Ruffini - sarebbe in grado di valorizzare i campi più significativi presenti nei quadri di determinazione del reddito d'impresa o di lavoro autonomo, consentendo al contribuente di concludere il proprio adempimento dichiarativo annuale con l'eventuale inserimento dei soli dati non conoscibili dall'Amministrazione finanziaria.

Riforma Irpef: Gualtieri la ritiene necessaria!

Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, ritiene che la riforma fiscale debba avere due grandi pilastri:

  1. proseguire sulla strada del cuneo fiscale riducendo l’Irpef sul lavoro per aumentare salari e stipendi e ridurre il costo del lavoro;
  2. sostenere l’assegno unico che è lo strumento più potente per sostenere la genitorialità e la famiglia.

Questa riforma ha un costo strutturale, a regime – ha aggiunto il ministro – e quindi non può essere finanziata con delle risorse che sono invece temporanee, anche se molto significative, come quelle del Recovery Fund che devono essere concentrate sugli investimenti.