Masja Zandbergen, Head of ESG integration di Robeco, spiega che con l’ascesa vertiginosa del numero di nuovi fondi sostenibili, capire come evitare il greenwashing è sempre più importante. Stanno comparendo sempre più etichette SRI e l’Unione Europea sta lavorando per definire un’ecolabel europea. Mentre in passato un fondo veniva semplicemente etichettato come (socialmente) responsabile o meno, oggi il mercato distingue tra le diverse modalità con le quali viene implementata la sostenibilità.

Per cominciare, le strategie che si limitano ad applicare l’esclusione e vengono comunque etichettate come sostenibili dovrebbero essere una pratica del passato. L’investimento sostenibile è molto più complesso, non basta acquistare una serie di score ESG da applicare a un portafoglio.

Sicuramente un investitore attento alla sostenibilità vorrà evitare alcune aree, come il tabacco, le armi, le società che violano gli standard di lavoro e i diritti umani, oltre ad alcuni combustibili fossili come il carbone termico - spiega Majsa Zandbergen -. Altri ambiti sono tuttavia meno chiari. I combustibili fossili tradizionali, ad esempio, sono tra i principali responsabili del cambiamento climatico. Tuttavia, sono ancora largamente utilizzati e necessari. Alcuni credono che queste società siano tanto parte del problema quanto della soluzione, altri vogliono semplicemente evitarle. Il punto è capire se essere investiti in queste società e fare attività di engagement possa essere un metodo migliore per favorire il cambiamento rispetto all’escluderle totalmente.