Italexit: gli Italiani hanno proprio intenzione di bocciare l'Europa. Non ne vogliono proprio sapere. E mai come oggi Italexit è diventata una parola d'ordine un po' ovunque. Stando ad un recente sondaggio effettuato da Tecnè Poll l'insoddisfazione nei confronti di Bruxelles è cresciuta a dismisura e oggi come oggi nessuno ne vuole sapere. Davanti ad un ipotetico referendum, il 49% delle persone voterebbe per andarsene via dall'Europa. E così, nei sogni degli Italiani, ci si immagina di diventare una sorta di Gran Bretagna, che con la propria Brexit ha abbandonato il vecchio continente. ricordiamo solo e soltanto che Londra non aveva mai adottato l'euro.

Italexit: Italiani sempre più insoddisfatti

Ebbene sì, cosa possiamo dire. Gli Italiani sono sempre più insoddisfatti dell'Europa. Solo il 51% degli intervistati dal sondaggio vorrebbe rimanere. La maggioranza sì, quindi in caso di referendum, se si confermasse questa percentuale, si continuerebbe a rimanere in Europa. Ma quello che va all'occhio sicuramente è la percentuale di chi l'Europa non la vuole più: il 49%. Si potrebbe benissimo dire che un Italiano su due si è stufato dell'Europa. Ricordiamo che nel novembre 2018, chi voleva rimanere in Europa era pari al 71%. Un calo secco del partito europeo di venti punti percentuali. Di questo passo tra due anni, il partito dell'Italexit vincerebbe senza problemi.

Ma quali sono le cause di questa inesorabile rimonta? Sembra che a molti Italiani non piaccia il trattamento riservato a Roma da certi Stati europei. Molti puntano il dito contro la politica delle Germania, accusata da molti di essere una doppiogiochista, ma anche alla durezza dell'Olanda. Sotto accusa sono messe anche le scelte economiche del cosiddetto fronte rigorista.

Una delle dispute che più di tutto finisce sotto i riflettori è il modus operandi con il quale si sta affrontando la crisi economica generata dall'emergenza coronavirus. L'Italia spingeper gli Eurobond, mentre Berlino e l'Aia non intendono minimamente mutualizzare il loro debito. Il braccio di ferro sembra continuare poi sul tanto famigerato Mes, continuando a creare malessere tra gli Italiani.

Italexit: da dove nasce l'insoferenza

Ma da dove nasce tanta insofferenza. Perché si parla tanto di Italexit? Secondo la maggior parte degli Italiani in questi giorni complicatissimi, dove sarebbe auspicabile una cooperazione tra i Paesi membri, molti si aspettavano un cambio di rotta nei rapporti tra l'Italia ed il resto dell'Europa. Angela Merkel e Mark Rutte hanno spiegato, anche se non proprio chiaramente, che prima della solidarietà europea ci sono gli interessi nazionali. Morale della favola: l'Italia, e con lei tutto il fronte anti rigorista, deve rassegnarsi. Agli italiani un ambiente del genere inizia a stare strettissimo. Ecco perché l'insoddisfazione contro Bruxelles sale giorno dopo giorno.

Giorgia Meloni, leader di FdI, intervendo a Fuori dal coro su Rete 4, ha spiegato che la soluzione non è l'uscita dall'Europa. Noi siamo indispensabili per quest'Unione europea, la possiamo rifondare e dipende anche da noi. Senza di noi l'Europa non esiste, non esisterebbe l'euro. Siamo i fondatori. Serve un'Europa che si occupi delle grandi questioni strategiche, ma senza strumenti che favoriscono qualcuno a sfavore di altri. Servono meccanismi di compensazione, come gli Eurobond. Se i tedeschi continuano a fare quelli che 'io voglio tutto', allora, forse, non è che dobbiamo uscire noi dall'Europa, mandiamo via i tedeschi.

Dopo l'attacco alle opposizioni non so se privatamente il presidente della Repubblica abbia inteso farsi sentire con il Governo, però ricordo quando ha chiamato me - ha proseguito la Meloni -. Ricordo quando Mattarella ha chiamato noi per chiedere la massima collaborazione e noi lo abbiamo fatto. Chiaramente spero che il presidente della Repubblica abbia fatto notare al presidente del Consiglio c'era qualcosa che non andava. Non l'ho chiamato per chiederglielo.

Italexit: qualche speranza di uscire?

Cosa accadrà all'Italia? Dovremmo per forza andare verso l'Italexit? Lo scorso 12 aprile Wolfgang Münchau aveva pubblicato sul Financial Times uno scenario che vedrebbe l’Italia fuori dall’euro dopo l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19. Secondo Münchau l’effetto della crisi del Coronavirus e delle conseguenze per l’economia europea, che potrebbe invece subire una contrazione globale del 10% nel suo insieme e con Italia e Spagna a peggiorare la media (come del resto è abitudine in Europa). Questo aumenterà il debito pubblico e, di conseguenza, il rapporto debito/PIL che in Italia arriverà tra il 160 e il 180%. Sicuramente i programmi di sostegno della BCE finiranno: per questo le agenzie di rating o gli investitori a un certo punto potrebbero mettere in discussione la solvibilità di Roma. E a quel punto mancherà soltanto un passo al disastro.