Nel video di ieri mi chiedevo se il nostro debito pubblico, che sta viaggiando verso il 160% del Pil, sia ancora sostenibile. Ovviamente per rispondere a questa domanda è necessario definire cosa si intenda per sostenibilità del debito.

E qui entriamo subito in un ambito soggettivo, insomma non esiste una formula che ci permette di calcolare la “sostenibilità del debito”, di fatto è il mercato che ad un certo punto non si fiderà più e, ritenendo non più sostenibile il debito pubblico, non sottoscriverà più i relativi titoli di stato, facendo precipitare il Paese in una terribile crisi finanziaria.

Dicevo, non c’è quindi un limite, che ne so 180% o 200%, ci sono Stati che hanno dichiarato default avendo un debito pubblico molto basso ed altri, ed in questo caso si continua a citare l’esempio del solito Giappone, per il quale un debito pubblico del 240%, ma alla fine dell’anno sarà ancora di più, il cui debito pubblico viene tutt’ora ritenuto sostenibile.

Ma è proprio così?

Direi di no.

Perché ormai da tempo non è il cosiddetto “mercato”, se non in percentuale minima, ad acquistare i titoli del debito pubblico, da tempo sono le Banche Centrali, ed il Giappone è l’esempio più emblematico sotto questo punto di vista.

Intanto va sfatato un luogo comune che avrete sentito dire parecchie volte, ossia che uno dei punti di forza del debito pubblico giapponese è che per il 90% è un debito interno, ossia nelle mani di investitori residenti, ma guardate che questo non è un buon segnale, se gli stranieri non acquistano titoli del debito pubblico giapponese è semplicemente perché non li ritengono un buon investimento, conoscete per caso persone che detengono titoli di stato giapponesi? Sono certo di no!

Ma a non fidarsi dei titoli del debito pubblico giapponese sono soprattutto … i giapponesi!!!

Tutti infatti vi raccontano una cosa, ossia che il 90% del debito pubblico giapponese, un debito pubblico mostruoso che da tempo ha ormai superato anche un quadrilione di yen, un numero perfino difficile da scrivere, un 1 seguito da 15 cifre, ossia milione di miliardi, tradotto in euro sono quasi 9.000 miliardi di euro, insomma quasi quattro volte l’ammontare del debito pubblico italiano.    

Comunque insomma spero di avervi fatto comprendere di che importi stiamo parlando, ed allora vi dicevo, vi raccontano che il 90% di questo mostruoso debito è in mano ai giapponesi e per questo quindi sarebbe un debito “sostenibile”.

E’ una sciocchezza!!! Da come ve la raccontano voi, sono certo, pensavate che il 90% del debito pubblico giapponese fosse nelle mani delle famiglie giapponesi che come vi hanno sempre detto hanno un’alta propensione al risparmio. E’ vero che i giapponesi, come anche noi italiani sono un popolo con un’alta propensione al risparmio.

Ma sapete quale percentuale del proprio debito pubblico è in mano alle famiglie giapponesi? L’1%, l’uno percento!!!

Mi direte è allora chi ha in mano il debito pubblico giapponese, ecco:

il 43% ce l’ha la Banca Centrale, la Bank of Japan, il 19% le Banche ordinarie giapponesi che sono messe peggio delle nostre, il 20% dalle assicurazioni e dai Fondi pensione, l’8% dal Fondo pensionistico nazionale, il restante 1% come detto dalle famiglie giapponesi. 

Guardate cari ascoltatori, sulla questione del debito pubblico, purtroppo, si fa una grande confusione, e ci si è messo anche Cottarelli con il suo libro “Il macigno. Perché il debito pubblico ci schiaccia e come si fa a liberarsene” a trasmettere un messaggio non solo stupido, ma anche pericoloso, e cioè che:

se un debito è detenuto dalla banca centrale di un paese, è come se quella parte di debito pubblico non esistesse. 

Guardate che purtroppo, io insisto a dire purtroppo, perché anch’io vorrei tanto credere a Babbo Natale, ma purtroppo non è così, e per dimostrarlo è la cosa più facile del mondo.

Se lo Stato potesse fare tutto il debito pubblico che vuole, tanto lo acquista tutto la Banca Centrale che crea la moneta dal nulla (altra definizione stupida, ma della quale tratteremo in un prossimo video), dicevo se lo Stato potesse fare tutto il debito pubblico che vuole potrebbe dare ad ogni cittadino 10.000 euro al mese, tanto che problema c’è, fa del debito pubblico, ma lo compra tutto la Banca Centrale che crea i soldi dal nulla e secondo qualcuno (forse anche secondo Cottarelli) il debito pubblico detenuto dalla Banca Centrale è come se non esistesse.

Ma allora scusate perché dare solo 10.000 euro al mese ad ogni italiano, diamogli 100.000 euro al mese ad ogni italiano, tanto che problema c’è? L’acquista tutto la Banca Centrale che crea i soldi dal nulla, ma poi perché solo 100.000? Diamogli un milione di euro al mese … Mi fermo o vado avanti? Avete capito o serve qualche altra delucidazione.

Sia ben chiaro che io non dico che la Banca Centrale non debba intervenire sul mercato finanziario e non debba avere un ruolo nella finanza pubblica, dico solo che la Banca Centrale può creare moneta, ma che  all’atto della creazione la moneta è priva di valore intrinseco, valore che invece acquisisce tramite il lavoro, ossia se con la moneta creata dalla Banca Centrale facciamo strade, ponti, ospedali, paghiamo gli stipendi ai dipendenti pubblici efficienti e che quindi si meritano lo stipendio percepito, allora va tutto bene, se invece facciamo acquistare titoli del debito pubblico alla Banca centrale e quei soldi li diamo a persone che costringiamo a non lavorare, oppure facciamo costruire un ospedale che non viene mai completato e rimane un rudere, allora non va più bene.

Spero di esser stato chiaro.

Ma torniamo a noi, e chiediamoci se è importante che il debito pubblico di un Paese sia in mano a residenti o meno. Tutti vi diranno che è preferibile che sia in mano a residenti perché sarebbero investitori più … stabili.

Allora questo è parzialmente vero, parzialmente nel senso che è vero per gli investitori che hanno una moneta diversa dalla nostra, in questo caso infatti sarebbero degli investitori che si sono assunti un rischio superiore, il rischio di cambio, quindi potrebbero prendere delle decisioni di acquisto o vendita in base alla fluttuazione del valore della moneta, nel nostro caso l’euro.

Poi ci sarebbe un altro motivo, ancor più importante per preferire investitori residenti anziché esteri, ed è che gli interessi che vengono pagati sui titoli del debito pubblico nel primo caso rimarrebbero all’interno della nostra economia e non andrebbero all’estero.

Questo è obiettivamente vero, ma di questi tempi con tassi bassissimi ed in diversi casi addirittura negativi, questo aspetto … diciamo … svantaggioso, ossia che i soldi che paghiamo di interessi vanno all’estero … insomma, non ha una grande rilevanza.

Ma torniamo a noi. Il nostro debito pubblico continua ad aumentare, ed in maniera quasi esplosiva, ed allora domandiamoci, chi lo sottoscrive?

La risposta è semplicissima, viene sottoscritto quasi interamente dalla Banca Centrale.

Ma allora la Bce si comporta come la Bank of Japan?

Sì, la risposta è … SI’. Almeno negli ultimi tempi è proprio così.

Non solo continua l’operazione di Quantitative easing che, come noto, non ha scadenza (o meglio dovrebbe scadere quando la situazione economica si sarà normalizzata, ossia nell’anno del mai), ma sono stati lanciati dei piani di acquisto titoli per un importo gigantesco, colossale, in particolare il PEPP che sta per Programma di acquisto di emergenza per la pandemia. 

Un piano che alla sua nascita, il 18 marzo scorso prevedeva un intervento di 750 miliardi di euro, ma che è stato aumentato all’inizio del mese di giugno di altri 600 miliardi, arrivando quindi ad un totale di 1.350 miliardi di euro, anche questa una cifra colossale.

Ma soprattutto un piano di acquisti che definiremmo “flessibile” e che proprio in questi giorni viene messo in discussione.

Ma sulle prossime mosse della Bce, che, si vocifera, a breve  intenderebbe cambiare politica monetaria, rendendola meno accomodante, un cambiamento che potrebbe risultare devastante per alcuni Paesi ed in particolare per Italia e Spagna, parlerò nel prossimo video.