Spesso negli ultimi tempi, in relazione alla possibilità di scioglimento delle Camere e quindi al ritorno alle urne, si è fatto cenno all’art. 88 della Costituzione, quasi mai, però, questo articolo della Costituzione è stato esplicitato.

Ecco quindi come recita l’art. 88.

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.

Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

Ebbene perché è importante questo articolo e soprattutto perché viene citato in questo momento politico. 

Semplicemente perché così come viene giustificata la legittimità dell’attuale Governo, ricordando che la nostra è una Repubblica Parlamentare, ossia ricordando che il Presidente della Repubblica dà l’incarico di formare un Governo, dopo aver consultato le forze politiche presenti in Parlamento, a chi egli ritenga avere la capacità di costituire una maggioranza parlamentare … 

Così sempre il Presidente della Repubblica ha la facoltà di sciogliere una od entrambe le Camere sia, comprensibilmente, quando riscontra che la maggioranza che sostiene l’esecutivo viene a mancare, ma, attenzione, ha anche questa facoltà, ossia quella di sciogliere una o entrambe le Camere, pur in presenza di una maggioranza parlamentare.

Attenzione, allora, perché questo Art. 88 è un Articolo importantissimo.

La nostra Costituzione, infatti, non so se, come molti dicono, sia la più bella del mondo, ma certamente è una Costituzione molto attenta alle libertà democratiche, e quindi attenta nel “distribuire” in maniera equilibrata i cosiddetti “poteri” alle istituzioni.