Arriveranno mai i famosi 209 miliardi dall’Europa? Forse sì, forse no, forse solo un po’!

Sapete che io ero e rimango estremamente contrario al Recovery Fund, si tratta di un debito che ci verrà a costare carissimo. Innanzitutto è un debito in euro, poi è un debito privilegiato (privilegiato si intende per i creditori), ed in più sarà un debito a fronte di soldi che saranno spesi male, malissimo.

Immagino già che quei miliardi finiranno nelle tasche … degli amici degli amici, e sempre di una parte politica, quindi ad una parte maggioritaria dell’Italia, agli italiani onesti, spetterà solo restituire i soldi, non incassarli.

In Europa, a Bruxelles, dove si sta parlando di Recovery Fund il clima è proprio amichevole, sprizza solidarietà ed altruismo da tutti i pori. Riportiamo solo alcuni titoli:

Recovery Fund, caos a Bruxelles. Il Portavoce del Parlamento Ue: “Impossibile andare avanti” . Il Corriere della Sera 

Recovery Fund: resta alta la tensione tra presidenza tedesca ed Europarlamento. Rischio rinvio – TG La7

L’Olanda tenta di fermare il Recovery Fund: “Chi lo chiede dovrà rispettare il patto di stabilità” – Europa Today

Quindi slitterà senza dubbio la tempistica con la quale verranno erogati i fondi.

Vi ricordate cosa vi avevo detto ancora diversi mesi fa? Che i primi soldi sarebbero arrivati ad estate iniziata del 2021. Non lo avevo detto a caso, semplicemente perché c’è tempo fino alla fine di marzo per presentare i piani che devono essere finanziati. Quindi i piani debbono essere valutati e per questo stimavo un tempo di tre mesi, si arrivava così a fine giugno 2021.

Vi ricordate invece cosa ci raccontavano quelli del nostro Governo, il Ministro Gualtieri in testa? Che addirittura avremmo cominciato a ricevere finanziamenti prima della fine dell’anno, di quest’anno. Qualcuno, invece, un po’ più prudente, parlava dei primissimi mesi del prossimo anno.

Ebbene oggi ci dicono, e ce lo dice la portavoce dell’Unione europea, quindi un organo ufficiale, che a giugno del prossimo anno riceveremo i prefinanziamenti del 10%, capite non il finanziamento vero e proprio, ma un prefinanziamento, visto che il finanziamento probabilmente non verrebbe erogato prima della fine del 2021, se non addirittura nel 2022, e dato che gli Stati sono con l’acqua alla gola … allora hanno deciso di fare un prefinanziamento.

Ma attenzione, neanche il prefinanziamento è sicuro, perché potrà essere erogato solo a certe condizioni, e precisamente dovranno essere completati tre passaggi giuridici fondamentali.

Il primo è che deve essere approvata la base giuridica che consente alla Commissione di contrarre prestiti sui mercati: la decisione sulle ‘risorse proprie’ (ovvero l’aumento del tetto di impegni finanziari sottoscritti dagli Stati membri per il bilancio pluriennale Ue 2021-2027) deve essere adottata e ratificata dagli Stati membri”. In pratica gli Stati membri devono impegnarsi a tirar fuori i soldi che permettano poi alla Commissione di contrarre prestiti sui mercati.

Eh certo i mercati non acquisteranno i titoli se non ci sarà l’impegno da parte di ogni singolo Stato dell’Unione di fornire la propria quota parte che dovrà garantire.

Il secondo è che “Il Parlamento europeo ed il  Consiglio Ue devono concludere con urgenza il negoziato per finalizzare l’atto di base per il Fondo”, ovvero il Regolamento Rrf il Recovery and resiliance Facility. Eh sì, perché non dobbiamo dimenticare che non esiste ancora il Regolamento ufficiale. 

Noi da tempo festeggiamo, ma non sappiamo ancora le clausole del contratto che dovremo sottoscrivere per ottenere i finanziamenti. Anche questa è una cosa pazzesca.

E terzo “gli Stati membri dovranno aver presentato alla Commissione i loro ‘piani nazionali per la ripresa e la resilienza’, e i piani stessi dovranno essere stati approvati dalla Commissione”. Certo, beh questo era risaputo, cioè non basta presentare i piani, ma questi piani devono essere approvati dalla Commissione, altrimenti … soldi zero! Non si vedono nemmeno col binocolo.

Quindi se tutto fila liscio, ossia se queste tre condizioni verranno realizzate in tempi brevi, allora potremo vedere un prefinanziamento del 10% alla fine di giugno del prossimo anno, mentre se qualcosa si inceppa … beh … ovviamente i tempi si allungano.

Ma arriviamo all’aspetto fondamentale di questa vicenda, tutti infatti parlano di come spenderli tutti questi fantastiliardi che arrivano dall’Europa, ma nessuno invece parla di come faremo a restituirli.

Perché vedete c’è una piccola differenza tra contrarre il debito pubblico emettendo titoli dello Stato ed i prestiti europei.

E la piccola differenza è che il debito pubblico contratto emettendo titoli dello Stato, i Bot e i Btp, tanto per capirci, non li abbiamo mai restituiti, nel senso che alla scadenza li abbiamo ripagati emettendo altri titoli, quindi abbiamo di fatto sempre prorogato quel debito.

Mentre il debito pubblico contratto con l’Europa (perché è debito pubblico anche quello), invece dovremo restituirlo.

Ma attenzione, se abbiamo fatto enormi sacrifici e finora non abbiamo mai restituito nemmeno in parte il nostro debito pubblico, capite cosa ci capiterà quando, anziché prorogare quel debito contratto con l’Europa lo dovremo restituire?

Sangue, sudore e lacrime, forse, non basteranno!

Se poi, come ci dice il Premier olandese Rutte, chi richiederà il Recovery Fund dovrà rispettare il patto di stabilità, capite che andremo ben oltre alla macelleria sociale.

Ed allora mi chiedo, riusciremo a far ingoiare agli italiani anche ulteriori sacrifici che a me paiono inaccettabili? Oppure a quel punto anche i remissivi e sottomessi italiani a quel punto si ribelleranno?

Io penso, e spero, che a quel punto gli italiani si ribelleranno, quando verrà chiesto loro di privarsi anche del necessario, penso che anche i docili italiani diranno basta alla tirannia europea.

Quindi ora posso dire con una buona approssimazione quando l’Italia dirà basta all’euro ed all’Unione europea:

Quando ci toccherà restituire i prestiti del Recovery Fund che nel frattempo il nostro Governo di inetti avrà bellamente sperperato.

Perché poi noi arriveremo al momento nel quale dovremo restituire i prestiti del Recovery Fund già in condizioni disperate, e non passeranno ancora molti mesi prima che gli italiani se ne renderanno conto.

Fra tre/quattro mesi al massimo, infatti, quando verrà tolto il divieto di licenziamento, cosa avverrà?

Beh, se oggi alcune migliaia di persone che non hanno ricevuto la cassa integrazione, sono già un problema serio, vi immaginate quando saranno centinaia di migliaia se non milioni a non ricevere più un sussidio perché non gli spetterà più?

Sarà un problema sociale.

Per il momento ne parla solo Renzi. Ovviamente lui ne parla perché ha paura che sotto la spinta del malcontento sociale possa cadere il Governo e lui sarebbe disperato perché correrebbe il serio rischio, se si andasse alle elezioni, di non essere rieletto. 

Quindi già oggi alza la voce, invocando l’aiuto di Forza Italia, che per spirito di responsabilità nei confronti degli italiani, dovrebbe dare il proprio appoggio all’attuale esecutivo, ovviamente dopo un corposo rimpasto.

Insomma la strada per lasciare l’euro e l’Unione europea è segnata, ci resta solo da capire in quanto tempo sarà percorsa. Nel frattempo, aspettiamoci il peggio.