Solo nel comparto energia si è avuto un rialzo in controtendenza dell'1%, mentre sono in calo gli altri settori, con una flessione del 2,4% per quello dei beni intermedi e dell'1,7% e dello 0,9% per i beni strumentati e per quelli di consumo.

A pesare sulla performance di novembre ha contributo da una parte la frenata del commercio internazionale, sulla scia dello scontro tra Stati Uniti e Cina, ma a ciò si sono aggiunti fattori endogeni, quali l'incertezza relativa alle politiche economiche del Governo.



Piazza Affari resiste al dato, ma è allarme da più parti

I dati diffusi oggi non hanno avuto un grande impatto su Piazza Affari, dove in ogni caso il Ftse Mib ha invertito la rotta rispetto alla prima parte della mattinata, tanto che ora cede lo 0,36% poco oltre i 19.200 punti. C'è da dire però che questo cambio di direzione del nostro indice è avvenuto contestualmente all'indebolimento degli altri listini azionari, rispetto ai quali peraltro il Ftse Mib mostra perdite più contenute.

Immediate invece le preoccupazioni che sono state sollevate da più parti sulla situazione economica dell'Italia. Pessimismo è stato palesato dal presidente del Centro Studi Promotor, il quale questa mattina ha dichiarato che il nuovo calo della produzione a novembre rafforza il timore che il Belpaese stia entrando nuovamente in recessione.